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Ebola: in Sierra Leone il virus 9 volte più veloce

Lorenzin, se militari in isolamento si ammalano tornano in Usa

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Ebola: in Sierra Leone il virus 9 volte più veloce

ROMA. Il virus Ebola in Africa continua a colpire, ed i primi segnali di una diminuzione del numero di casi registrati in Liberia non bastano a compensare i numeri complessivi dell'epidemia, che rimane in crescita con 13.567 casi e 4.951 morti.
In Sierra Leone, infatti, i nuovi casi stanno aumentando a una velocità che oggi è fino a nove volte maggiore rispetto a due mesi fa, denuncia un rapporto dell'Ong Africa Governance Initiative.
Il peggioramento nel Paese africano riguarda soprattutto le aree rurali. In media, afferma il rapporto, nelle aree rurali intorno alla capitale Freetown si sono avuti alla fine di ottobre 12 nuovi casi al giorno, mentre ai primi di settembre erano 1,3.
Anche nella capitale si è avuto un aumento, con il numero medio di casi registrati ogni giorno sei volte maggiore rispetto a due mesi fa. Nel paese dall'inizio dell'epidemia ci sono stati 5338 casi con 1510 morti.
Il governo in Sierra Leone «sta facendo passi avanti aumentando l'accesso ai trattamenti di supporto e assicurando sepolture sicure e dignitose - spiega Nick Thompson, direttore dell'Ong - ma non possiamo fermarci finchè il virus non sarà eliminato, come dimostra l'aumento dei casi nelle regioni rurali».
Intanto, in Europa, un caso sospetto è stato rilevato sul volo proveniente da Freetown e giunto a Bruxelles ieri mattina.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Belga, le autorità aeroportuali hanno confermato che una persona si è ammalata durante il volo. Dopo l' atterraggio è scattata la procedura prevista e il malato è stato portato all'ospedale Saint-Pierre di Bruxelles.
E' invece in "condizioni stazionarie" il dipendente dell'Unicef ricoverato sabato scorso a Parigi dopo essere risultato positivo al virus Ebola. Lo ha rivelato il ministro per la Salute francese Marisol Touraine, non fornendo però ulteriori dettagli sulla nazionalità e sul sesso del paziente. 


Sul fronte dei vaccini, l'Europa e le autorità sanitarie mondiali "stanno accelerando", hanno nel frattempo rassicurato oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani, precisando tuttavia che verrà comunque seguita una sperimentazione precisa secondo le regole previste.
I timori a livello internazionale, però, crescono e coinvolgono anche il mondo dello sport, ma la confederazione calcistica africana (Caf) cerca di frenare le paure: la Caf ha infatti respinto oggi la domanda di annullamento della Coppa d'Africa (17 gennaio-8 febbraio 2015) presentata dal Marocco, paese organizzatore, proprio a causa del timore dell'Ebola. Sul fronte italiano, sono rientrati tutti dalla Liberia l'ottantina di militari Usa, più un diplomatico, in forza alla base 'Ederle-Del Din' di Vicenza.
I militari Usa «stanno bene, tuttavia, se dovessero ammalarsi ritornerebbero negli Stati Uniti», ha sottolineato oggi il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in merito all'ipotesi di ricovero dei soldati allo Spallanzani di Roma in caso di comparsa dei sintomi di Ebola. Sempre in tema di isolamento preventivo, una dura presa di posizione arriva dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, che ha fatto riferimento agli operatori sanitari: «Le misure precauzionali alle quali sono sottoposti gli operatori sanitari al rientro dalle zone colpite sono eccessive. Ci sono restrizioni supplementari e discriminazioni che non sono necessarie», ha affermato, parlando di «quarantene che non sono fondate su prove scientifiche».