PAURA PANDEMIA

Ebola. Arriva il test rapido che dà risposte in 15 minuti

Ospedali in Africa chiusi per paura; guarita infermiera spagnola

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Ebola. Arriva il test rapido che dà risposte in 15 minuti



ROMA. I laboratori di ricerca di tutto il mondo stringono i tempi per mettere a punto armi efficaci contro il virus Ebola: da Parigi arriva l'annuncio di un test rapido di diagnosi, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) assicura che i primi vaccini sperimentali saranno disponibili in Africa nel 2015.
Altra buona notizia giunge dalla Spagna, dove è stata dichiarata definitivamente "guarita" l'infermiera Teresa Romero. La situazione in Africa occidentale, però, continua a peggiorare: nelle zone colpite inizia a mancare il cibo ed è allarme per la malnutrizione infantile.
Il test rapido è stato messo a punto dai ricercatori del Commissariato per l'energia atomica e le energie alternative (Cea) e fornisce il risultato in meno di 15 minuti. I test attualmente in circolazione, invece, richiedono in media due ore di tempo e possono essere effettuati solo in laboratorio.
Il nuovo test potrà essere utilizzato direttamente sul posto, «senza materiale specifico, sulla base di una goccia di sangue, di sperma o di urina».

 Sarà disponibile a fine ottobre. Da parte sua, l'Oms prevede di disporre dei risultati iniziali sulla sicurezza dei candidati-vaccini contro Ebola entro la fine dell'anno e di usare i primi vaccini sperimentali in Africa occidentale all'inizio del 2015. L'Oms segue in particolare due candidati vaccini: il VSV Ebo, sviluppato dal Canada, e il ChAd3 della GSk attualmente in fase di test clinici negli Stati Uniti, a Oxford e in Mali (test clinici saranno condotti a Losanna entro la fine del mese). Anche per il vaccino VSV, i test d'immunogenità e sicurezza sono cominciati negli Stati Uniti. Tra gli altri candidati vaccini allo studio, quello sviluppato dalla Russia, con cui l'Oms è in contatto.
Aumentano anche i fondi stanziati dai paesi Ue: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha confermato oggi che nella legge di stabilità ci saranno 50 milioni di euro per l'emergenza Ebola, destinati a rafforzare i controlli in porti e aeroporti e per le dotazioni dell'Istituto Spallanzani di Roma, mentre il Belgio ha stanziato altri 7 mln di euro (oltre ai 22 previsti). In Africa, tuttavia, l'epidemia non si arresta, anche se oggi l'ong Medici senza frontiere, nel segno della speranza, ha festeggiato il 'sopravvissuto numero 1000' dimesso dai suoi centri di cura. In generale, però, la situazione sembra precipitare: gli ospedali esistenti hanno chiuso per paura dei contagi e perchè non attrezzati, hanno denunciato oggi vari missionari cattolici in collegamento telefonico per una tavola rotonda presso la sede dei Camilliani a Roma. Questo, avvertono, sta facendo aumentare i decessi per altre cause, dalla malaria ai parti. 

Ma, soprattutto, è allarme cibo: i generi alimentari scarseggiano ed i prezzi sono schizzati rendendo le esigue scorte inaccessibili alla popolazione, e la situazione è particolarmente grave per i bambini. Proprio per fare il punto sull'epidemia - che ha fatto oltre 4.500 morti - il comitato di emergenza Oms si riunirà domani a Ginevra e valuterà eventuali nuove raccomandazioni.
Intanto, gli Usa potrebbero limitare l'arrivo dei passeggeri dai Paesi colpiti solo a 5 aeroporti, attrezzati per fronteggiare l'emergenza. Gli scali interessati sono: il Jfk di New York, Newark in New Jersey, l'O'Hare di Chicago, il Washington Dulles e l'Atlanta Hartsfield. E un'allerta è giunta in serata dalla Tunisia, dove le autorità sanitarie hanno disposto il ricovero, per sospetta Ebola, per un uomo giunto oggi all'aeroporto di Enfidha dopo essere stato espulso dall'Italia perché immigrato irregolare.