L'INCONTRO

Fall in love with Fallo: la star di Hollywood prende casa in Abruzzo

Alla quarta visita Michael Madsen si decide e compra nel paese di cui si è innamorato

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Fall in love with Fallo: la star di Hollywood prende casa in Abruzzo

Madsen a Fallo


FALLO. “Cosa voglio di più dalla vita? Ho una casa a Fallo e a fine mese inizio le riprese del nuovo film di Tarantino, The Hateful Eight, in Colorado. Cosa devo volere di più?”. Fa strano sentire Michael Madsen citare nella stessa frase Fallo e il prossimo film di Quentin Tarantino. Ma tant'è. L'attore statunitense, con tutti i crismi della star di Hollywood, 174 film in 30 anni di carriera, di cui alcuni entrati di diritto nell'olimpo del cinema mondiale – Le Iene, Kill Bill, Donnie Brasco – sabato era a Fallo, 70 abitanti nella stagione fredda, 200 d'estate, a metà strada tra Villa Santa Maria e Quadri, nell'Abruzzo chietino tagliato dalla Fondovalle Sangro che si avvia a diventare montagna.
Era lì per comprare casa.
«Per me è un sogno che si realizza avere una casa qui, è il paese dei quattro venti, un posto bellissimo, per gente tosta, vera, forte», spiega Madsen, con quegli occhi piccoli, tanto piccoli da perdersi nel faccione conosciuto in tutto il mondo come il cattivo per antonomasia dei film di Tarantino.
Per intenderci, Fallo è una strada con una parrucchiera e un bar, aperti anche il sabato fino a ora di cena, una piazza e due chiese per un prete che si divide tra tre paesi. Coprifuoco alle 19, un paio di gatti tra i vicoli, il bianco cadavere della montagna sventrata dalla cava sotto Civitaluparella in bella vista dai balconi delle case più alte, nonostante l'ora crepuscolare.
Panchine tutte libere, molte case ormai disabitate. Tranne una, venerdì notte, in via santa Maria.
Il nuovo inquilino è stato Madsen, almeno per una notte.
«Ci ha voluto dormire a tutti i costi – racconta tra le vie deserte un uomo di buona volontà originario del paesino – era felicissimo, non puoi capire quanto».
 Seduto a un tavolo dell'unico ristorante di Fallo, il Nido delle Rondini, «un posto fantastico, la gente che lavora qui è meravigliosa» dice davanti a dei salatini e al solito bicchiere di Montepulciano, Madsen conferma la circostanza.
«Anche i Romani hanno avuto difficoltà a prendere questo paese, ci sono due piccole chiese bellissime, tante croci ovunque, le vedi dalla strada e nelle case, tanto che pensi che Dio qui c'è veramente. E poi Rocky Marciano, John Fante, Dean Martin, Madonna, da qui viene tanta gente tosta, proud», dice guardando dall'altra parte del tavolo l'amico Bruno Rosato, che lo ha portato a Fallo per la prima volta qualche anno fa.
«Io sono un uomo fortunato, soprattutto perché ho un amico che mi ha invitato qui a casa sua dopo avermi raccontato la storia di suo padre, Michelino Rosato: la sua vita, la sua storia, mi ha insegnato tanto».
  Michelino, partito come tanti da qui negli anni 50 per il Canada, tornava ogni anno al paese e stava 2-3 mesi, portandosi dietro sempre i suoi figli. Uno di questi era ed è Bruno, produttore cinematografico e titolare di una delle agenzie di casting più importanti del nord America, da cui il grande legame d'amicizia e professionale con Madsen.

«E' morto in Canada, ma ha voluto essere seppellito qui, a Fallo», racconta Bruno, che ha chiamato suo figlio come il padre, ma all'americana, «Michael, come Michelino».
 A fine mese Madsen tornerà in Abruzzo per formalizzare l'acquisto dal notaio, ma l'affare è concluso, come conferma la proprietaria, una signora di Lanciano.
La casa, disabitata da qualche anno, è una piccola abitazione sul livello della strada, 70 metri quadri di dura pietra della Majella nel cuore del paese, in via Santa Maria. Ci abitava la signora Ada, da qualche anno scesa con la figlia verso il mare a vivere in città, a Lanciano. Tanti servizi in più e mezz’ora di auto da qui.
Nessun lusso, niente piscina, né centinaia di metri quadrati a disposizione, poco più di ventimila euro per chiudere l'affare.
«Io ho girato il mondo, viaggiato con jet privati, dormito in alberghi di lusso, conosciuto migliaia di vip: ma oggi ti dico che io adoro la mia piccola casa di Fallo», sentenzia senza accenni di dubbio Madsen, camicia a quadri a maniche corte, maglia bianca della salute in vista, jeans e stivali a punta, «in fondo sono una persona semplice e mi piacciono le cose semplici, non cerco l'opposto del mondo che vivo tutti i giorni, non rinnego il mio ambiente né lo show business: sono contento di stare qui e di avere una casa a Fallo da lasciare un giorno in eredità ai miei figli, tutto qui». Detto da uno con cachet e lasciapassare hollywoodiani, attore icona dell'assassino violento e psicopatico del cinema di Quentin Tarantino, centinaia di film alle spalle, «di cui molti non li ho neanche visti», fa uno strano effetto, bisogna ammetterlo. «Questo posto mi aiuta a rimettermi in contatto con la realtà semplice delle cose, in fondo è quella la cosa importante che voglio lasciare ai miei figli quando creperò. Spero che loro un giorno potranno tornare e trovare i loro amici qui, come succede a me con Bruno, Angelo e i tanti amici che ho qui».
 È ora di cena, la migliore tagliatella al tartufo della valle, quella di Nando a Quadri, attende Madsen e i suoi amici.
A pranzo un fritto di pesce a San Vito Marina, dopo un giro lungo la Costa dei Trabocchi. La quarta visita di Madsen in Abruzzo sta per finire, l'indomani si riparte per gli Stati Uniti, ma prima c'è un'ultima domanda dell'unica intervista concessa in Italia («veniamo a Fallo per staccare tutto», spiega Rosato). «Perché sono qui? Perché così è e così doveva essere. È difficile descrivere un sentimento, ma sono certo che era scritto nel mio destino, nel copione che Dio ha scritto per la mia vita».
 Parola di Micheal Madsen da Fallo.

Pier Paolo Di Nenno