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Agricoltura. Il ministro Martina annuncia nuove regole dopo embargo russo

A Italia quote significative

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Agricoltura. Il ministro Martina annuncia nuove regole dopo embargo russo



ROMA.  In arrivo nuove misure per 'salvare' gli agricoltori dalla crisi causata dai danni provocati dall'embargo russo, dalle avversità climatiche e dalla piaga della contraffazione.
Ad annunciarle fin dalle prime ore di ieri mattina è il ministro delle Politiche agricole, in una sorta di 'Martina's day'. Entro l'inizio della prossima settimana saranno in vigore le nuove regole sull'assegnazione degli aiuti Ue per l'ortofrutta, che saranno calcolati sulla base delle quantità esportate in Russia nel 2013. «L'impianto del Regolamento è lo stesso - ha spiegato Martina - ma saranno stabilite delle quote per Stato e per settore in ragione di quanto è stato esportato».
 Per l'Italia si potrà ben sperare per mele e pere, esportate per 36 mila tonnellate ma anche per kiwi, susine e uva da tavola, per 39 mila. Certo, i fondi non sono stati incrementati, ha sottolineato il ministro, ma cambiando le modalità di assegnazione, si moltiplicheranno le quantità esportate per il valore del ritiro, dopo di che ogni Stato potrà utilizzare un plafond aggiuntivo di 3 mila tonnellate. Ma c'è dell'altro, perché il ministro spera che la Commissione, su richiesta di tutti i ministri Ue, dia la possibilità di poter recuperare risorse aggiuntive fuori dai budget del primario, per cercare di coprire i danni causati ai settori colpiti dall'embargo pari a 160 milioni. Bene anche sul fronte nazionale, dove gli agricoltori potranno avere, con un anticipo di due mesi, i pagamenti della Pac al 16 ottobre.
«E' un fatto importante su cui stiamo lavorando con il Mef - ha sottolineato il ministro - dove partiamo dalle situazioni più problematiche legate agli effetti atmosferici, Gargano e non solo, ma vogliamo attuarlo in tutto il territorio nazionale».
 Per quanto riguarda la viticoltura oggi è stato presentato agli assessori regionali lo schema di decreto ministeriale per allungare al 2020 i diritti di impianto, che a breve andrà in Conferenza Stato Regioni. Non ultima la lotta alla contraffazione, sempre presente nei programmi ministeriali contro la quale, grazie al decreto 'Sblocca Italia', nascerà il primo marchio unico che esalterà l'italianità di tutti i prodotti agroalimentari all'estero e che sarà utilizzato ad Expo 2015.
«Offriremo per la prima volta un'immagine coordinata con Consorzi e imprese delle caratteristiche peculiari del nostro agroalimentare - ha concluso Martina - un segno distintivo che non si sovrappone ai marchi dei singoli prodotti ma che li esalterà».