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Bimbo ucciso a Pescara: la Russia chiede a Renzi di intervenire

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Bimbo ucciso a Pescara: la Russia chiede a Renzi di intervenire




MOSCA. La tragica morte di Maxim, il bambino di 5 anni di origini russe adottato da una famiglia di Pescara e ucciso nel sonno dal padre, che è sotto cure psichiatriche, è trattata dalla stampa russa.
Secondo quanto riferisce il giornale 'Rossijskaia gazieta', organo del governo russo, le autorità giudiziarie della regione Russa di Amur (dove era nato il 9 marzo del 2009 il piccolo Maxim) stanno esaminando i documenti per l'adozione, presentati nel 2012 dai funzionari statali locali alla Corte suprema regionale di Amur, la quale aveva autorizzato l'adozione del bambino da parte della famiglia italiana. Il giornale, dove si legge che quello che è accaduto a Pescara non è la prima tragedia che capita ad un bambino adottato da stranieri, riferisce anche che il Commissario per i diritti dei bambini, Pavel Astakhov, ha chiesto al premier italiano Matteo Renzi di prendere sotto il suo controllo personale l'andamento delle indagini sulla tragica morte del bambino russo.
Dal canto suo, Elena Mizulina, capo della commissione parlamentare della Duma (camera bassa del parlamento russo) per le questioni della famiglia, delle donne e dei bambini, ha proposto di irrigidire le modalità che i cittadini italiani devono rispettare per ottenere l'adozione di bambini russi, dato che l'Italia sta al primo posto per il numero dei bambini russi adottati.
Negli ultimi dieci anni gli italiani ne hanno adottati più di 6.000. Solo nel 2013 se ne contano 720.
Inoltre - sempre secondo quanto riportato dal giornale - secondo una nota giurista russa Alla Dzugaieva, esperta di adozioni stranieri, nelle competenze dei funzionari statali russi, addetti alle adozioni degli stranieri, non entra il compito di verificare la capacità di intendere e di volere dei genitori stranieri.
«A loro spetta solo esaminare attentamente i documenti presentati dagli italiani per accertarsi che questi documenti rispettino le norme della legge sulle adozioni», sostiene la giurista. Dopo l'adozione di Maxim i genitori italiani avevano il compito di inviare in Russia una relazione completa sulla nuova vita familiare del bambino. Dai documenti del 2013 e dell’inizio del 2014, riferisce Pavel Astakhov, che ha studiato il dossier, emerge che il piccolo «si era adattato bene».
Domenica scorsa si sono svolti i funerali del bimbo, che era da due anni e mezzo in Italia. Il papà, invece, lunedì davanti al gip ha confermato di aver ucciso il bambino e ricostruito la dinamica. Ha ammesso di averlo ammazzato a mani nude, mettendo una mano sulla bocca del figlio e l’altra sul naso. Adesso la domanda che cerca risposta è una: come è possibile che ad una persona malata sia stato affidato un bambino?