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Bimbo ucciso a Pescara, la Russia apre un'inchiesta per negligenza nell'adozione

Ai genitori naturali del piccolo venne negato l’affidamento

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Bimbo ucciso a Pescara, la Russia apre un'inchiesta per negligenza nell'adozione

Il piccolo Maxim




RUSSIA. Le autorità giudiziarie della regione russa di Amur hanno aperto un procedimento penale per negligenza sulla gestione della documentazione per l'adozione del bambino ucciso nei giorni scorsi a Pescara dal padre in un raptus.
Lo ha detto all'agenzia di stampa russa Itar-Tass il portavoce della Commissione investigativa russa Vladimir Markin, secondo cui «la decisione di aprire il procedimento è stata presa dopo un'indagine procedurale dalla quale sono emerse informazioni su una possibile negligenza che i funzionari statali della regione di Amur avrebbero commesso nell'elaborazione dei documenti per l'adozione del bambino nel 2012».
L'Itar-Tass ricorda che ai parenti di Maxim, 5 anni, e ad altri cittadini russi, venne negata l'adozione del bambino ed è anche su questo che si concentrerà l'inchiesta, così come sul dovere dei responsabili di «controllare le condizioni di vita e dell'educazione del bambino nella famiglia adottiva».
Il bambino è stato ucciso nel sonno il 18 luglio scorso dal padre adottivo, Massimo Maravalle, che soffriva da tempo di disturbi psichici. Così la decisione delle autorità russe della regione di Amur di aprire un'indagine sull'adozione del piccolo Maxim arriva alla vigilia dell'interrogatorio di Maravalle che proprio oggi sarà ascoltato dagli inquirenti nel carcere di Pescara, dove è recluso dal 18 luglio. 

Maxim era stato adottato nel 2012, all'età di due anni e mezzo, da Maravalle, tecnico informatico di 47 anni, e da sua moglie, avvocato piuttosto noto a Pescara. La notte del 18 luglio è stata la madre a chiamare il 118 dopo essersi accorta che il figlio non respirava più. Agenti e sanitari, dopo essere intervenuti e aver constatato il decesso, hanno condotto in questura il padre che, dopo uno stringente interrogatorio, ha confessato di aver soffocato con un cuscino il bambino. L'uomo era in cura da uno psichiatra per psicosi atipica, ma pare che quattro giorni prima del delitto avesse smesso di prendere i farmaci prescrittigli.
Il pm di Pescara, Andrea Papalia, ha aperto un fascicolo contro il padre accusandolo di omicidio aggravato, ma si è riservato di esaminare tutte le carte riguardanti l'adozione per comprendere come si è giunti a tale tragedia e come sia stato possibile che un bambino potesse essere dato in adozione ad un padre affetto da una patologia così significativa.
Il Tribunale dei Minori dell'Aquila ha già chiarito «di non avere elementi per cui desumere presunte patologie dell'uomo, del quale invece era stato attestato il pieno equilibrio psico-fisico» mentre lo psichiatra che aveva in cura l’uomo ha spiegato agli uomini della Mobile di non essere stato coinvolto nel procedimento di adozione ma di essere a conoscenza che l’uomo e la moglie avessero adottato un bambino.
Intanto ieri si è svolto il funerale del piccolo. Sull’altare, accanto alla piccola bara bianca, c’era anche un manifesto colorato con la scritta «Sempre con noi, piccolo Maxim». Tanti i bambini presenti alle esequie, erano tutti gli amici del piccolo angelo biondo.