SFORAMENTI

Europa. Quote latte: Italia ancora sotto infrazione

«Riflettere su come assicurare in futuro equilibrio al settore»

Redazione Pdn

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Europa. Quote latte: Italia ancora sotto infrazione



BRUXELLES. «Continua la procedura amministrativa sulle quote latte nei confronti dell'Italia a cui verrà inviato un 'parere motivato'», seconda tappa della procedura d'infrazione Ue.
Lo ha confermato ieri all'Ansa il commissario all'agricoltura Dacian Ciolos, che non si é invece pronunciato sulla data d'invio della richiesta formale per il recupero di 1,39 miliardi di euro, presso quei produttori italiani che hanno superato le loro quote tra il 1995 e il 2009.
La decisione potrebbe essere presa il prossimo 10 luglio. Sulla fine del sistema delle quote latte, il 31 marzo 2015, il commissario Ciolos ha voluto essere rassicurante.
«Ritengo - ha detto - che non ci troviamo in un impasse in quanto disponiamo di meccanismi di gestione delle crisi in grado di proteggere gli agricoltori, e quindi siamo in una situazione più favorevole rispetto al 2009. Il problema non bisogna pensare all'avvenire del settore».
 Per Ciolos non bisogna ritornare a una gestione delle quantità nell'Ue attraverso quote o limiti di produzione, ma c'é bisogno di sapere - dice - «come assicurare l'equilibrio tra quello che può essere venduto sul mercato e quello che non può essere venduto».
 Bisogna chiedersi - ha proseguito - «se i meccanismi sono sufficienti per rispondere alle attese di un comparto che é molto sensibile in quanto non tocca solo le questioni di mercato ma anche quelle territoriali, sociali e di investimento. Sensibilità, che non viene solo dalle zone meno favorite ma anche dai grandi produttori che ora faranno degli investimenti per aumentare la loro produzione perché il mercato é favorevole, ma che in una situazione di caduta dei prezzi potrebbero trovarsi in difficoltà nonostante i meccanismi a nostra disposizione».
 Insomma - conclude il commissario - «bisogna avere una discussione politica per capire se il Consiglio riconosce questo problema e se vuole intervenire. Per farlo però deve dare un mandato chiaro alla Commissione europea. Questo é il ruolo del Consiglio Ue, io sono in una posizione di attesa e sarà la presidenza a decidere come gestire la questione».