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Il mistero dei cerchi sul fondo del mare croato

Una sostanza velenosa contribuisce alla morte delle alghe?

Redazione Pdn

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Il mistero dei cerchi sul fondo del mare croato




CROAZIA. I cerchi sono lì ben nitidi e visibili dalla veduta satellitare. La forma è sferica quasi perfetta ma la cosa che colpisce di più è la loro ripetizione quasi regolare: noi ne abbiamo contati alcune decine. Un fenomeno che lascia poco spazio ad una possibile casualità.
Sta di fatto che sul web la notizia ha iniziato a correre in fretta virando ben presto nel paranormale fino ad arrivare a scomodare i già molto indaffarati… ufo.
Di "ufo" se ne parla molto dall'altra parte della costa, nel vicino Abruzzo, per indicare il pericolo incombente delle piattaforme petrolifere, un problema peraltro che interesserà ben presto anche la Croazia, preda ambita delle internazionali dell'olio nero.
Almeno su questo versante però il petrolio non c'entra ed il fenomeno dei cerchi è ben visibile dinanzi la costa nord dell’isola croata Dugi Otok (Isola Lunga) che è la sottile lingua di terra che sta di fronte a Zara. Si tratta di cerchi del diametro di circa 50 metri all’interno del quale non cresce alcun tipo di vegetazione ed è per questo che dal satellite sono ben evidenti: la sabbia chiara rende in quel punto il mare molto più azzurro.
Nella zona prolifica la posidonia, un tipo di vegetazione molto comune nel mediterraneo, tutt’intorno ma non all’interno dei cerchi.
Al momento gli studiosi non hanno saputo chiarire il fenomeno e nemmeno poter affermare con certezza che si tratti di un elemento naturale o dovuto all’attività umana.
Un caso simile sarebbe stato riscontrato in Danimarca nello scorso mese di Gennaio ed in quel caso gli studiosi arrivarono alla conclusione che i cerchi di “vegetazione zero” erano dovuti alla propagazione di una sostanza velenosa che con molta probabilità ha contribuito alla morte delle alghe.
Il fenomeno è stato scoperto casualmente da un esponente della associazione ecologista Sunce di Spalato e precisamente da Mosor Prvan mentre conduceva studi sulle specie marittime della zona.

Prvan ha detto in più occasioni pubbliche che si tratta di «cerchi perfetti e ben delineati sul fondo del mare in modo che la Posidonia non riesce ad oltrepassare l’immaginario bordo del cerchio di un solo millimetro. Non ho mai visto una cosa del genere».
Secondo questo studioso i cerchi sarebbero almeno 28 , di 50 metri di diametro, tutti alla stessa distanza dalla costa e a 300 metri l’uno dall’altro. Sarebbero però in totale almeno 50 i cerchi simili individuati di fronte le coste di altre isole come Premuda, Molat, Unije, Susak, Srakane ma è possibile che ve ne siano molti altri ancora da individuare.
Si sono fatte le ipotesi più disparate che vanno dalla pesca illegale con la dinamite (ma questo non spiegherebbe la perfezione geometrica ed il ripetersi regolare del fenomeno) ai misteri archeologici magari legati ad una antica civiltà Jugoslava o ad esperimenti non meglio identificati legati all’esercito dell’ex Jugoslavia.
Subito sono poi ritornati alla mente gli avvistamenti mai spiegati del 1997 quando la polizia registrò strani fenomeni nella zona raccontando di strane luci sull’isola come globi che si immergevano nel mare.
Secondo gli studiosi è necessario avviare una serie di analisi chimiche e batteriologiche per poter mappare la zona e capire se vi siano sostanze particolari nell’acqua. Si dovrà analizzare la sabbia dei cerchi e la posidonia che nasce ai suoi bordi e qualcuno propone anche la rilevazione del campo magnetico o altre rilevazioni che permettano di capire cosa vi sia sotto il fondo circolare.
Per ora c’è spazio solo per le ipotesi.

a.b.