STORIA

La Spagna alla ricerca dei resti di Cervantes, lo scrittore che visse in Abruzzo

Parte progetto per portarli in luce in vista del 2016

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La Spagna alla ricerca dei resti di Cervantes, lo scrittore che visse in Abruzzo

Cervantes




MADRID. Parte il progetto per la ricerca dei resti di Miguel de Cervantes Saavedra, autore del don Chisciotte della Mancia, morto nella capitale spagnola nel 1616 e sulla cui ultima dimora è buio pesto.
Nella sua avventurosa esistenza Cervantes passò anche cinque anni in Italia, prima come cortigiano presso i duchi Acquaviva di Atri (Teramo), poi alla corte napoletana. La missione scientifica ha avuto una gestazione lunga circa quattro anni; è coordinata da Fernando de Prada e vi partecipano il Municipio di Madrid e l'Accademia reale spagnola.
L'intento è di trovare la tomba e "offrirla" alla comunità internazionale in occasione dei 400 anni dalla morte del "padre" della lingua spagnola, il 23 aprile, giornata dedicata dall'Unesco al libro e al diritto d'autore. Per la Spagna sarebbe anche un punto d'onore, perché finora non si hanno tracce delle tombe di quattro personaggi che la magnificarono nel Siglo de oro: oltre allo stesso Cervantes, Diego Velasquez, Calderon de la Barca e Lopez de Vega, acerrimo nemico dell'autore del "Qijote".
Le ricerche si concentreranno sul convento delle Trinitarie scalze, costruito nel 1609 (e dal 1921 patrimonio della città), nel quale lo stesso Cervantes aveva detto di voler essere sepolto, forse perché - secondo alcune fonti - lì viveva sua figlia diventata suora. Ma ciò avvenne realmente? gli storici ritengono di sì, ma mancano le prove. Già nel XIX secolo fu tentato un ritrovamento, nello stesso luogo. «Non sarà facile - avverte de Prada - perché nel corso dei secoli la tomba potrebbe essere stata murata o distrutta a causa di ristrutturazioni, guerre, saccheggi. Inoltre, potrebbe non esservi un sarcofago, ma resti di ossa e scheletri di altre persone sepolte nello stesso luogo. In questo caso, però, le nuove tecnologie entrerebbero in soccorso dei ricercatori consentendo non solo di identificare i resti, ma anche di accertare le cause della morte. Per le ricerche sarà utilizzato un georadar per individuare le sepolture - individuali o collettive - e poi individuare le ossa di Cervantes. Per questo vi sono elementi certi che, unite alle tecniche più avanzate, potranno aiutare gli scienziati: egli morì a 69 anni, età elevata per quei tempi, aveva subito una ferita al petto e nella battaglia di Lepanto, durante la "Lega Santa" contro i turchi, una ferita gli paralizzò il braccio sinistro». Tra qualche giorno, quindi, partiranno i primi sondaggi per individuare ossa o tombe, e poi la seconda fase con gli scavi e le analisi delle ossa. Il gruppo di lavoro ha tra le mani documenti nei quali si riferisce che Cervantes fu sepolto con un piccolo cofanetto e un crocifisso di legno sul petto. Anche questi sono elementi che potrebbero condurre alla soluzione del mistero.