VIAGGI

Egitto, rischio attentati, Farnesina: «non andate a Sharm El Sheik»

Tra 4 e 5 mila italiani erano pronti a partire già oggi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

25422

Egitto, rischio attentati, Farnesina: «non andate a Sharm El Sheik»




ROMA. Ritorna il buio per i tour operator italiani: il ministero degli Esteri italiano ieri ha deciso lo sconsiglio per i viaggi in tutta la penisola del Sinai, comprese le località balneari come Sharm el-Sheik, Dahab, Nuweiba e Taba.
L'Egitto, è noto, costituisce da sempre un motivo di forti utili per gli operatori turistici italiani. La meta, infatti, è vicina, economica e calda per gran parte dell'anno. La notizia ha quindi gettato nello sconforto il mondo del turismo, anche perché decisa poco prima del fine settimana, quando erano previste nuove partenze per circa 5 mila italiani e altrettanti rientri.
«Lo sconsiglio ci crea grossi problemi», afferma, senza mezzi termini, Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet-Confcommercio.
«Inoltre mi chiedo perchè queste decisioni vengano prese sempre di venerdì, come accadde anche la scorsa estate, quando lo sconsiglio per l'Egitto venne emanato in pieno Ferragosto». 

«Oltre al mancato preavviso, anche il non ascolto e coinvolgimento della nostra categoria nei pur veloci processi decisionali che portano alla pubblicazione di questi sconsigli, è un fatto che deploro e che vorrei non dovere mai più fare presente», gli fa eco il presidente di Federviaggio Confturismo, Luca Patanè, secondo il quale «fa davvero pensare la velocità con la quale l'Italia si è allineata alla posizione scelta dal ministero degli Esteri tedesco, senza considerare invece che gli omologhi organismi francese e inglese non hanno al momento pubblicato alcun nuovo sconsiglio». Astoi Confindustria Viaggi lascia ai propri soci «piena autonomia sulle scelte che riterranno più opportune al riguardo». In sostanza, alcuni grandi tour operator che fanno parte di Astoi continueranno la programmazione in Egitto, nonostante lo sconsiglio, almeno per il fine settimana in arrivo, offrendo tuttavia la possibilità di un viaggio alternativo o di ottenere la restituzione di quanto versato, qualora il cliente non voglia più partire. Le associazioni dei consumatori ricordano che, in caso di sconsiglio della Farnesina, si ha diritto a ricevere il rimborso di quanto pagato al tour operator, si può rinviare la vacanza ad altra data o scegliere una vacanza alternativa proposta dal tour operator (di pari importo o versando l'eventuale differenza). Pietro Giordano, presidente di Adiconsum, sottolinea come rimanga, urgente, la necessità di istituire un Fondo di Garanzia capace di garantire i diritti dei consumatori, ed affrontare le criticità del settore. Alla batosta di ieri si aggiunge un'altra brutta notizia per gli operatori turistici italiani: da lunedì prossimo per ottenere il visto turistico per entrare in India, bisognerà portare all'ambasciata indiana, oltre ai documenti necessari, anche il proprio estratto conto bancario. «Tutto questo va contro la dignità del nostro Paese e dietro questa decisione temiamo c'entri la vicenda marò», sottolinea un manager del turismo. Al consolato indiano in Italia confermano che dal 3 marzo entrerà in vigore la normativa ma fanno notare che anche agli indiani che vogliono entrare nel nostro Paese è chiesto di mostrare l'estratto conto bancario.