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Arresto Di Fabio, venezuelani sabato in piazza Salotto per lanciare Sos

La situazione in Venezuela è incandescente

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Arresto Di Fabio, venezuelani sabato in piazza Salotto per lanciare Sos



PESCARA. Sabato prossimo tutti i Venezuelani nel mondo faranno un  appello alla comunità internazionale con un’attività diretta in piazza chiamata “Sos Venezuela”.
La manifestazione si svolgerà anche a Pescara, in piazza Salotto a partire dalle 16. L’Abruzzo in questi giorni è con il fiato sospeso dopo l’arresto del giovane politico Giuseppe Di Fabio, in carcere da quasi 20 giorni. Di Fabio è militante del partito di opposizione a quello del presidente Nicolas Maduro ed è accusato di aver partecipato alle proteste di fronte all'Hotel Venetur, dove alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla "Serie del Caribe".  La sorella del giovane politico abruzzese (che vive a Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara) sostiene di avere le prove che la mattina degli scontri il fratello non fosse all'Hotel Venetur, ma a caccia nel continente.
Anche l’ambasciatore italiano in Venezuela sta seguendo il caso.
Le ultime statistiche relative al 2011 rivelano che in Abruzzo risiedano oggi 500 cittadini del Venezuela e questa è tra le più numerose comunità dopo quelle che vivono in Lombardia e nel Lazio.
«L'invito alla gente d’Abruzzo ed ai venezuelani in Abruzzo», spiegano i promotori dell’iniziativa che si terrà sabato prossimo, «è quello di essere contemporaneamente tutti insieme in tante città del mondo  con le bandiere del Venezuela con lo scopo di fare  un Sos Umano. L’obiettivo è sensibilizzare  il popolo  per dare informazioni  alla stampa locale con lo scopo di far sapere delle violenze e censure che sta subendo oggi  il Venezuela come popolo  a causa dello Stato».
Il Paese è da settimane in rivolta contro il governo del presidente Nicolas Maduro. I morti sono saliti a sei: tra questi, anche Miss Turismo dello Stato di Carabobo, Genesis Carmona, solo 23 anni.
Il presidente non risparmia attacchi e minacce all'opposizione: «Ho detto 'mandatelo in prigione' - ha detto in diretta tv riferendosi al capo dell'opposizione Lopez - e così è accaduto. Così accadrà a tutti i fascisti». Le accuse nei confronti del leader dell'opposizione sono omicidio e incitamento alla violenza nelle recenti proteste contro il governo.
Il presidente ha minacciato nelle ultime ore di bloccare le trasmissioni della Cnn nel Paese se questa non modificherà la propria programmazione. «Vogliono far credere al mondo che il Paese è in stato di guerra civile mentre in Venezuela la gente lavora», ha dichiarato Maduro alla televisione pubblica venezuelana.
Sul caso è intervenuto anche il presidente Obama che si è rivolto direttamente al governo di Nicolas Maduro: «chiediamo di liberare i manifestanti arrestati e avviare un dialogo reale».