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Arresto Di Fabio, l’ambasciatore italiano in Venezuela «stiamo seguendo il caso»

D’Incecco ha presentato una interrogazione al ministro Bonino

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Arresto Di Fabio, l’ambasciatore italiano in Venezuela «stiamo seguendo il caso»





PESCARA. La deputata del Pd Vittoria D'Incecco oggi è intervenuta in Aula per chiedere al Governo italiano di attivarsi sulla vicenda relativa all'arresto in Venezuela del politico abruzzese Giuseppe Di Fabio.
Il giovane, 23 anni, originario di Corvara, è militante del partito di opposizione a quello del presidente Nicolas Maduro ed è accusato di aver partecipato alle proteste di fronte all'Hotel Venetur, dove alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla "Serie del Caribe".
L’arresto risale al 3 febbraio scorso e da giorni ormai non si hanno sue notizie.
La sorella del giovane politico abruzzese (che vive a Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara) sostiene di avere le prove che la mattina degli scontri il fratello non fosse all'Hotel Venetur, ma a caccia nel continente.
D'Incecco ha anche presentato un'interrogazione sulla questione. Inoltre, grazie al suo intervento, i deputati Marco Fedi, componente della Commissione Affari Esteri, e Fabio Porta, presidente del Comitato permanente italiani nel mondo e promozione del sistema Paese, hanno interessato della questione l'ambasciatore italiano a Caracas, Paolo Serpi. 

Nella lettera di risposta ai due deputati, Serpi scrive che sta seguendo il caso sin dal giorno dell'arresto di Di Fabio avvenuto lo scorso 3 febbraio. Inoltre fa sapere che il «Consolato Generale a Caracas è in costante contatto con la famiglia del connazionale, nonché con il suo legale» .
Per quanto riguarda la visita consolare, l'ambasciatore rende noto che «è già stata formalmente richiesta alle Autorità locali, da cui si è in attesa della necessaria autorizzazione. Nel corso della
visita, si avrà modo di verificare lo stato di salute del connazionale e di ascoltare le sue esigenze».
Serpi conclude assicurando «la massima attenzione alla vicenda, seppur con la opportuna sensibilità e prudenza dovute alla doppia cittadinanza del signor di Fabio».
La famiglia ha già rivolto vari appelli alle istituzioni italiane affinchè si adoperino per la liberazione del giovane. E’ stato interessato sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il ministro degli Esteri Emma Bonino.
Nei giorni scorsi del caso è stato interessato anche papa Francesco che ha incontrato in Vaticano una delegazione di venezuelani di una associazione di Pescara, alla quale aderisce anche la sorella di Giuseppe. Secondo il racconto dei familiari il giovane si troverebbe in una cella con altri sei ragazzi, tenuto a pane ed acqua una volta al giorno. Nella cella nemmeno un letto ma sarebbe costretto a dormire per terra.