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Venezuela: arresto Di Fabio, la famiglia è «prigioniero politico»

Su Twitter creato l’hashtag #LiberenAGiusseppe

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Venezuela: arresto Di Fabio, la famiglia è «prigioniero politico»

PESCARA. «Mi auguro che il governo italiano intervenga al piu' presto per fare luce sulla vicenda di Giuseppe Di Fabio e per questo presentero' un'interrogazione parlamentare».
Lo dichiara la deputata del Pd Vittoria D'Incecco, a proposito dell'arresto in Venezuela del giovane politico abruzzese Giuseppe Di Fabio, accusato di aver partecipato alle proteste di fronte all'Hotel Venetur, dove alloggiava la squadra cubana di baseball che partecipava alla "Serie del Caribe".
I familiari di Di Fabio si trovano da giorni in un profondo stato di angoscia. La sorella del giovane politico abruzzese (che vive a Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara) sostiene di avere le prove che la mattina dello scorso 2 febbraio il fratello non fosse all'Hotel Venetur, ma a caccia nel continente.
D’Incecco chiede al ministro di intervenire per fare chiarezza e mettere in campo le iniziative necessarie per la scarcerazione di Di Fabio.
Il giovane che ha 23 anni ed e' originario di Corvara (Pescara), e' consigliere comunale d'opposizione a Maneiro, nell'isola di Margarita. Militante del partito di opposizione a quello chavista del presidente Nicolas Maduro, viene accusato dal procuratore Erarthy Salazar di associazione per delinquere, istigazione alla violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
Il padre di Giuseppe, Sabatino Di Fabio, emigrò in Venezuela a metà degli anni 50, è diventato imprenditore edile. E sempre lì, dalla moglie sudamericana Neudys Martinez, ha avuto Giuseppe che ha anche tre sorelle.
Una delle tre, che vive nel pescarese, Rosalia Isabel, nei giorni scorsi ha lanciato un appello al presidente Giorgio Napolitano e al ministro degli Esteri Emma Bonino per intervenire presso il governo venezuelano al fine di liberare immediatamente Giuseppe che e', ha detto la donna, «un vero e proprio prigioniero politico».
Su Twitter da giorni è stato creato l’hashtag #LiberenAGiusseppe per chiedere la liberazione dell’uomo. «Tutto il Venezuela democratico lo esige»; si legge sulle pagine social. E poi ancora: «arrestato da un governo dittatoriale che si dice democratico», «chiediamo l'immediato rilascio di Giuseppe Di Fabio e altri 6 giovani. Protestare pacificamente è un diritto!»