IL FATTO

Montepulciano annacquato. Febbo contro la Germania: «la notizia è una bufala»

La Regione Abruzzo attacca pesantemente i metodi utilizzati nelle analisi

Redazione Pdn

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VINO MONTEPULCIANO D'ABRUZZO

L'assessore all'agricoltura Febbo



ABRUZZO. «Non esiste nessuno scandalo e le contestazioni sollevate sono prive di ogni fondamento».
 E’ quanto afferma l’Assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo in riferimento alle notizie relative al ritiro dal mercato tedesco di circa 1,3 milioni di litri di vino abruzzese biologico ritenuti annacquati, ovvero allungati con acqua.
Il caso è da settimane sulle pagine dei giornali più autorevoli della Germania ma in Italia ed in Abruzzo la cosa è trapelata solo oggi in seguito all’interessamento dell’europarlamentare di Forza Italia  Silvestris.
L’Assessore Febbo, però, stigmatizza il fatto che gli organi accertatori tedeschi «da un lato abbiano divulgato notizie di illeciti sulla base di analisi effettuate su vini già imbottigliati da importatori tedeschi senza permettere alcun contraddittorio alle aziende abruzzesi qualificate come produttrici, dall’altro abbiano esteso ingiustificatamente il problema, inerente una specifica analisi su una piccola partita di prodotto, a tutto il vino Montepulciano e Trebbiano abruzzese, ciò con il malcelato appoggio della stampa tedesca».
«Vorrei inoltre manifestare  - aggiunge l’Assessore regionale - le mie perplessità sulle metodiche impiegate per tali analisi e per i criteri di valutazione adottati, tanto che risulta come, in successivi controlli eseguiti sugli stessi vini tra laboratori ufficiali italiani e tedeschi, vi siano inspiegabili differenze nelle conclusioni pur in presenza di una metodologia codificata ed uniforme. Quanto sopra, unitamente all’indubbia serietà delle aziende coinvolte, non può non far sorgere forti dubbi sulla validità e l’accuratezza stessa di impiego del metodo utilizzato, dubbi che sono ora al vaglio delle autorità italiane e comunitarie, da cui ci si attende una celere presa di posizione».
«Infine – conclude Febbo - bisogna fare attenzione a diffondere certe notizie che rischiano di danneggiare in modo considerevole il mondo della vitivinicoltura abruzzese che rappresenta, proprio nelle esportazioni, la punta di diamante del comparto agricolo regionale. Invito pertanto gli organi di stampa a non creare inutili e pericolosi allarmismi».
La presa diposizione dell’assessore è netta così come chiari si intuiscono le ripercussioni su un mercato abruzzese importante come quello del vino.
Nei prossimi giorni si cercherà di capire come la vicenda specifica evolverà. Di sicuro non finirà nell’oblio ma bisognerà capire davvero chi ha sbagliato ed in ogni caso le semplici scuse non basteranno.