LA POLEMICA

Cram, Febbo appoggia Chiodi: «altro che gite, vere scampagnate»

Un esempio di come si amministra la Regione e quali sono i principi

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Chiodi e Febbo

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ABRUZZO. Non si spengono le polemiche intorno alle ‘gite’ del Cram.
La comunità abruzzese all’estero se l’è presa per le dichiarazioni di Chiodi a cui oggi arriva in aiuto l’assessore Mauro Febbo, nonché presidente del Cram che nella sua gestione di missioni all’estero ne ha fatte ben poche proprio perché ha più volte spiegato che non ama queste iniziative. Recentemente è stato in Belgio (ed ha apprezzato il lavoro svolto) ma solo perché ha approfittato, spiega, di un incontro con il Ministero delle Politiche Agricole al parlamento Europeo.
«Lo sport più in voga è quello di denigrare a tutti i costi e strumentalmente, come ho potuto leggere in comunicazioni e articoli apparsi sul web e sulla carta stampata, come per esempio quelle del rappresentante Enzo Alloggia, e Domenico D’Amico e di altri esponenti di questo organo regionale, con un atteggiamento più da opposizione politica che da rappresentante di una comunità abruzzese all’estero» dice Febbo il quale aggiunge che «addirittura qualcuno si è offeso in merito ad alcune dichiarazioni del presidente Chiodi sul termine “gite” del Cram fatte in passato. Ebbene sì, confermo e sottoscrivo a pieno quel termine usato dal presidente perché molti dei rappresentanti del Cram sanno come sono stati gestiti determinati fondi e sanno che, spesso, grazie alla capacità di spesa messe a disposizione le “gite” si sono trasformate in “scampagnate” e altro».

Lo sanno forse i componenti del Cram ma non lo sanno i cittadini che da tutta questa bagarre capiscono solo che ci sarebbero interessi e benefici per pochi ma non capiscono quali siano i reali riscontri sul benessere pubblico.
Nella conferenza stampa-spot che presentava il bilancio regionale il presidente ha raccontato di un componente del Cram che lo tempestava di sms per chiedere finanziamenti. Chiodi allora categorico dice: «sono finite le gite del Cram» lasciando intendere un sospetto sperpero di soldi che ha visto consiglieri regionali negli ultimi 8 anni viaggiare per il mondo.
La frase stava quasi per passare inosservata ed infatti tra i media nessuno ha riportato quelle affermazioni. Invece quelle parole e quelle immagini sono state estratte dal video integrale della conferenza e rilanciate da PrimaDaNoi.it e dunque sono state ascoltate con attenzione e sono arrivate dall’altro capo del mondo dove gli abruzzesi lontani non l’hanno presa molto bene.
Dopo le critiche degli emigrati, Chiodi ha dovuto frenare dicendo che per il 2014 non se ne fa nulla ma nel 2015 forse… Forse non ci sarà più il centrodestra e chi vivrà vedrà.
Ma visto che il Cram è un organismo creato ai tempi di Del Turco e gestito dal centrosinistra con Donato Di Matteo e poi passato di mano al centrodestra con l’avvento di Chiodi fa comodo a tutti e tagliarlo scontenta più di una frangia.
La querelle è dunque montata nel centrodestra e dopo una chiacchiera tra Chiodi e Febbo che ne rivendica i meriti è arrivata prima la frenata del presidente e poi la sterzata improvvisa dell’assessore all’agricoltura che si interessa anche di Cram.
Nel vorticoso giro di accuse e dichiarazioni nessuno parla della totale assenza di trasparenza nella gestione di questo ente, nessuno parla delle ricadute benefiche sulla Regione, nessuno parla della reale utilità. Insomma nemmeno tra coloro che si oppongono alla chiusura ce n’è uno che carte alla mano riesce a dimostrare il perché dell’esistenza di un organismo come il Cram.
E così la promessa per ora è che le “gite” potranno continuare…

Intanto Febbo parla di «polemiche strumentali» che però sono nate vedendo e ascoltando il presidente Chiodi…
«Molto spesso, come sta accadendo in questi giorni, leggo di inutili accuse e recriminazioni e finanche catastrofiche chiusure del Cram solo ed esclusivamente come se l’esistenza del Cram sia determinata da quanto il bilancio possa impegnare per questa attività», dice Febbo, «sono già intervenuto nel merito in altre poche occasioni, poiché preferisco lasciare un’autonomia di pensiero e confronto. Autonomia non solo di pensiero, ma anche nell’organizzazione del Cram dove sono stati delegati, come nell’ultimo incontro del Belgio, sotto la supervisione dovuta e corretta degli uffici preposti, i rappresentanti in loco e che hanno avuto autonomia decisionale e di spesa, senza tener conto dell’impegno profuso e continuo del Vice-Presidente Conte Franco Santellocco. Se questo per qualcuno vuol dire essere un presidente “fantasma” , forse è abituato ad avere solo ordini e poi accontentato a suon di euro».
Febbo poi ricorda l’importanza della comunità degli abruzzesi nel mondo ed il fatto che le priorità di bilancio hanno imposto tagli a molti capitoli non solo a quelli del Cram.
Quindi per tutti ora è necessaria una ristrutturazione radicale del sistema Cram, «non solo in termini economici ma di rappresentanza che si concluderà anche prevedendo il turn-over dei rappresentanti con un massimo di due mandati, cercando di dare spazio soprattutto ai più giovani».
Franco Caramanico (Sel) componente del Cram è chiaro: «Il presidente Chiodi, a proposito del Cram, non ha perso l'occasione per dimostrare la sua ignoranza e la sua irresponsabilità. Chiodi, anziche' denunciare gli sperperi per i viaggi, avrebbe l'obbligo e il dovere di far riferimento a fatti precisi».
Già, fatti precisi. Proprio la trasparenza che manca e di cui si diceva…