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Abruzzo. Dossier Ue L’Aquila, Bertolaso: «scorrettezze prese per oro colato»

La Protezione Civile e l’ex capo del dipartimento contestano il rapporto Sondergaard

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Abruzzo. Dossier Ue L’Aquila, Bertolaso: «scorrettezze prese per oro colato»





ROMA. «Molte imprecisioni e scorrettezze» sull'utilizzo dei soldi stanziati dal Fondo di solidarietà dell'Unione Europea dopo il terremoto dell'Aquila.
Lo sostiene la Protezione civile difendendo la scelta del progetto 'Case', che ha portato alla realizzazione di alloggi per gli sfollati, e la regolarità delle procedure seguite. Il dipartimento contesta il rapporto dall'europarlamentare danese Soren Sondergaard così come nelle ultime ora hanno già fatto il suo collega del Pdl Enzo Rivellini e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente .
Il Dipartimento ricorda che la Commissione europea ha attivato 493 milioni di euro dal Fondo di solidarietà. E già nell'accordo con Bruxelles vennero indicate le attività finanziabili: spese di prima emergenza (50 milioni di euro), costruzione degli alloggi del Progetto C.A.S.E. (350 milioni) e realizzazione dei moduli provvisori a uso abitativo e scolastico (M.A.P e M.U.S.P. per 93,7 milioni).
«In seguito ci sono state verifiche e controlli da parte di esponenti europei che hanno dato esito positivo», ribatte il dipartimento diretto da Guido Gabrielli.
«Nell'ultimo documento che risale allo scorso 25 settembre, la Commissione - rileva la Protezione civile - sottolinea che solo le spese legate all'estensione dei contratti originari per il Progetto C.A.S.E. effettuata dopo i 60 giorni dall'evento - estensione fatta sulla base della normativa nazionale emergenziale a causa dell'aumento del numero di persone da accogliere in quella soluzione - non sono state riconosciute eleggibili da alcuni organi di controllo europeo, secondo i quali sarebbero state necessarie nuove gare. Ciò, però, non mette in alcun modo in discussione la cifra stanziata dal Fondo, poiché le spese complessive eleggibili e rendicontate sono state di gran lunga superiori ai 493,7 milioni di euro a disposizione». 

Quanto alla presunta "non-temporaneità" degli edifici realizzati nell'ambito del Progetto C.A.S.E. (185 palazzine comprendenti 4.449 appartamenti), il Dipartimento spiega che «la prospettiva di un percorso estremamente complesso per il recupero del centro storico, con tempi non facilmente governabili e comunque misurabili in media in dieci-venti anni, ha portato a valutare la qualità e lo standard delle soluzioni abitative da adottare nel periodo transitorio. Nel capoluogo, in particolare, l'elevato numero di cittadini sfollati e il territorio fragile hanno reso particolarmente critica l'ipotesi di utilizzare su larga scala moduli prefabbricati».
Altre precisazioni il Dipartimento dedica al capitolo costi del progetto, «che, abbiamo letto in questi giorni, sarebbero stati del 158% superiori 'rispetto al costo di mercato', prendendo come valore di riferimento per fare questo rapporto le case prefabbricate da 610 euro a metro quadrato. Date le caratteristiche strutturali (progettazione antisismica) e impiantistiche (edifici per lo più in classe A e A+), la tipologia di riferimento per il confronto dovrebbe essere, al contrario, quella di 'edificio residenziale' valutato sul mercato in circa 1.250 euro/mq. Quindi, confrontando i 1.500 euro con i 1.250, se incremento vi è stato, questo è di circa il 20%, non di certo del 158%».
Infine, la Protezione civile contesta chi ha parlato di infiltrazioni mafiose e cita in proposito la Relazione sull'amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di L'Aquila del gennaio 2010 scritta dall'allora Presidente Giovanni Canzio, che definisce «razionali ed efficaci» i moduli di contrasto messi in campo.

BERTOLASO: «RAPPORTO PRESO PER ORO COLATO»
«In quel rapporto dell'europarlamentare danese Soren Sondergaard», ha detto l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, «ci sono una serie di battute e ragionamenti che sono stati presi come oro colato. Tutte le componenti, fino alla Corte d'Europa - ha affermato Bertolaso - hanno sempre controllato ed hanno sempre preso atto che tutti gli interventi venivano realizzati come previsto e nei tempi da noi indicati. Si dice che le case antisismiche sono costate tanto. Stiamo parlando di 1.300-1.500 euro a metro quadro. Mentre per questo personaggio dell'estrema sinistra danese dovevamo pagare 6-700 euro. Come ha detto giustamente il prefetto Gabrielli, con 600 euro non costruisci neanche una gabbia per i polli, figuriamoci quindi se potevamo fare qualcosa di dignitoso per gli aquilani».
«Si parla poi - ha sottolineato ancora - di una manutenzione di queste case che, ricordo, ospitano 20 mila senzatetto dell'Aquila, come se la manutenzione fosse compito della Protezione civile o del governo italiano. Queste case sono state tutte consegnate al comune dell'Aquila che è il legittimo proprietario da quattro anni. E quindi se da qualcuno bisogna andare a protestare certo non si deve fare con chi ha costruito queste case. E così via...». Nella relazione, conclude, ci sono «tutta una serie di battute e ragionamenti inesistenti».