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Abruzzo. Ricostruzione L’Aquila: «Commissione Europea complice di frode con il Governo Italiano»

Documenti segreti e informazioni insabbiate

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Abruzzo. Ricostruzione L’Aquila: «Commissione Europea complice di frode con il Governo Italiano»




L’AQUILA. La ricostruzione che non parte, le Case e i Map fatiscenti oltre che pagati a peso d’oro, la città socialmente smembrata e divisa
In 13 pagine la Commissione per il controllo dei bilanci dell'Unione Europea sul Fondo di solidarieta' (Cont) ricostruisce gli ultimi 4 anni del territorio aquilano.
Non solo sprechi (leggi) ma anche infiltrazioni della malavita organizzata.
Il lavoro è stato portato avanti dal deputato norvegese Søren Bo Søndergaard e ha riservato grosse sorprese perché sotto inchiesta è finito pure il Governo dell’Ue.
Alla fine, infatti, la Cont chiede una procedura di infrazione contro la Commissione Europea oltre che per l’Italia, come ha spiegato oggi a L’Aquila Roberto Gualtieri, segretario dell'europarlamentare Søndergaard.
Quest’ultimo oggi è arrivato in città per presentare il dossier redatto dalla Commissione a seguito dei 497 milioni di euro del Fondo Europeo destinati all'emergenza terremoto dell'Aquila.
«La Commissione Europea - ha spiegato Gualtieri - e' complice di alcune frodi. Una delle questioni che sono emerse nel rapporto è che la Commissione ha scoperto alcune frodi, le ha comunicate al governo Italiano invece di comunicarle all'autorità giudiziaria. Il governo italiano ha preso questi progetti individuati come frodi, li ha levati, li ha messi da parte e ne ha presentati altri puliti. Di fatto questa e' una complicità di fronte alla quale non comunicarla all'autorita' giudiziaria e' un delitto. Adesso vediamo il dibattito previsto per il 7 novembre in Commissione parlamentare».

MA COSA FA LA COMMISSIONE EUROPEA?
Nel dossier a pagina 4 si legge esplicitamente: «la Commissione ha affermato che la sovvenzione a titolo del Fondo di solidarietà dell'UE non è stata utilizzata ai fini della ricostruzione bensì per la prima operazione di emergenza. Tuttavia, durante la visita della delegazione all'Aquila, il governo italiano ha comunicato alla commissione Cont (quella di Søndergaard, ndr) che il progetto Case riguarda i moduli abitativi permanenti, mentre il progetto Map riguarda i moduli provvisori. La risposta della Commissione, quindi, è in netto contrasto con le affermazioni del governo italiano, affermazioni pronunciate in occasione di incontri pubblici e presenti nei documenti ufficiali.
Non è chiaro se la Commissione stia suggerendo che il governo italiano ha utilizzato illecitamente i fondi dell'FSUE o se, invece, la Commissione stia tentando di giustificare la sua mancanza di controllo sulla spesa dei fondi».

I DOCUMENTI ‘PERSI’
Si spiega poi ancora la Commissione ha chiesto ai deputati al Parlamento europeo di fornirle informazioni circa le procedure d'infrazione delle autorità italiane. «Tuttavia, la Commissione aveva già ricevuto, oltre un anno prima, informazioni circostanziate riguardo alla procedura d'infrazione relativa all'appalto per i bagni chimici. Non è chiaro», si legge ancora nel documento firmato da Søndergaard , «il motivo per cui la Commissione non riconosca di aver ricevuto tali informazioni, o se invece abbia perso il fascicolo. Inoltre, la Commissione ha giustificato la sua inazione rispetto alle procedure d'infrazione affermando che le autorità italiane – che sono sotto indagine per violazione della legislazione dell'UE sugli appalti pubblici – le hanno garantito di non aver violato tale normativa. Preoccupa molto che la Commissione abbia chiesto alle autorità indagate per infrazione se queste ritenessero pertinenti o meno le stesse accuse di infrazione».

VIOLAZIONI Sì O NO?
Nel dossier si ricorda inoltre che il 7 marzo 2011, in una risposta a un'interrogazione scritta, il commissario Barnier ha dichiarato che riguardo alle opere di ricostruzione realizzate a seguito del terremoto dell'Aquila, l'indagine «non ha prodotto alcuna prova di avvenute violazioni della legislazione dell'UE in materia di appalti pubblici e ha riscontrato che le autorità italiane hanno rispettato le pertinenti disposizioni dell'UE».
Ma sei mesi dopo la commissione Cont ha ricevuto la documentazione dello studio legale Vinciprova & Chinnici, «che ha confermato la violazione della legislazione dell'Ue sugli appalti pubblici nella gara d'appalto indetta dal DPC dopo il terremoto».
Perché questa divergenza?
Il 9 dicembre 2011, i coordinatori della commissione Cont hanno tenuto una discussione su una lettera ricevuta dallo studio legale Vinciprova & Chinnici. Nella lettera, lo studio legale riportava irregolarità nella gestione dei fondi relativamente ai bagni chimici.
Qualche giorno dopo la commissione Cont ha deciso di inviare questo materiale all’ Ufficio europeo per la Lotta Antifrode richiedendo una valutazione.
A oggi, nonostante siano passati quasi due anni, non c’è ancora una risposta.

«MANCATA TRASPARENZA»
Intanto a luglio 2013 Søndergaard ha potuto visionare (dopo 7 mesi di attesa ingiustificati) la relazione di revisione contabile della Commissione relativa all'Abruzzo.
Il deputato ha «potuto soltanto leggere il documento», si legge nel dossier, «in una stanza sorvegliata senza la possibilità di prendere appunti; inoltre, non possono né commentare né citare il contenuto della relazione. I cittadini europei, pertanto, non hanno accesso alle informazioni su come sia stato utilizzato il denaro dei contribuenti».
Questo aspetto è stato sottolineato anche oggi in conferenza stampa: «In quanto membro del Parlamento», ha raccontato Søndergaard, «sono stato autorizzato a leggere questa relazione, seduto in una stanza con una guardia che mi guardava e mi sorvegliava e con il divieto di avere anche una penna per prendere appunti e di poterne parlare all'esterno».

LE NEGLIGENZE DELLA COMMISSIONE
Il dossier punta poi sulle negligenze della Commissione europea che nella relazione post missione, nel 2010 era stata prudente in relazione all'inchiesta giudiziaria riguardante le imprese che hanno costruito case con il denaro dei contribuenti dell'UE.
«Se la Commissione avesse letto i documenti ufficiali sulla questione», si contesta oggi nel dossier, «avrebbe potuto constatare che il "gruppo interforze" (della Procura aquilana, ndr) aveva scoperto che 132 imprese in subappalto non disponevano della giusta autorizzazione per lavorare in questi siti e che alcune di queste imprese avevano legami con la criminalità organizzata. Tuttavia, l'ordinanza della Protezione Civile ha depenalizzato retroattivamente il mancato possesso della giusta autorizzazione.

«PROGETTO CASE NON HA RISPETTO REGOLE DEL FONDO EUROPEO»
La Cont infine concorda con alcune risultanze della Corte dei Conti europea secondo cui il 30% circa (144 milioni di euro) dei contributi dell'Fondo sociale europeo è stato destinato alle operazioni che erano pienamente ammissibili a norma del regolamento.
«Tuttavia, il progetto CASE benché pertinente per le necessità al tempo, non ha rispettato le disposizioni specifiche del regolamento FSUE, poiché con questo progetto sono stati costruiti edifici nuovi e permanenti anziché alloggi temporanei. Il progetto CASE ha assorbito il 70% dei finanziamenti – 350 milioni di euro. La strategia scelta per il progetto CASE ha risposto alle necessità abitative di 15 000 cittadini colpiti dal terremoto, senza però soddisfare tempestivamente e con capacità sufficiente le reali necessità della popolazione. Gli edifici costruiti nell'ambito del progetto CASE sono stati molto più cari rispetto a quelli costruiti in situazioni normali».

LE BUGIE DEL GOVERNO ITALIANO
La Cont dunque rileva che più del 42% degli alloggi del progetto CASE è stato costruito con il denaro dei contribuenti dell'UE «e non dal governo italiano, come sostenuto dall'ex primo
ministro italiano Silvio Berlusconi».

L’URGENZA GIUSTIFICA LE SCORCIATOIE ANCHE PER L’UE
Nel dossier si contesta inoltre che «sin dall'inizio, la Commissione si è rifiutata di considerare scorretta la procedura d'appalto del dipartimento di protezione Civile, sostenendo che l'urgenza giustificava le scorciatoie e le falle in detta procedura. Tuttavia, per esempio, i contratti per i bagni chimici sono stati completati prima del terremoto, in flagrante violazione delle normative dell'UE in materia di appalti pubblici. Parte dei fondi per i progetti CASE e MAP sono stati versati a imprese che sono direttamente o indirettamente legate alla criminalità organizzata; eppure, la
documentazione relativa a queste gravi accuse non è stata inserita nell'audit della Corte, visto che le autorità italiane competenti non l'hanno resa pubblica».
E poi altri dubbi:  «Non è chiara la ragione per cui la Commissione abbia scelto di abbandonare la normale procedura, che avrebbe comportato la trasmissione dei fascicoli sospetti all'ufficio anti frode per un'ulteriore analisi e il coinvolgimento delle autorità giudiziarie italiane. Preoccupa molto che la Commissione non abbia seguito la procedura corretta, poiché ciò la rende una complice della frode».

Alessandra Lotti

DOCUMENTO SU COSTI RICOSTRUZIONE TERREMOTO L'AQUILA.pdf