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Abruzzo. «Sprechi e infiltrazioni a L'Aquila». Il dossier dell'Ue che boccia il post sisma

Sarà presentato oggi in città

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Abruzzo. «Sprechi e infiltrazioni a L'Aquila». Il dossier dell'Ue che boccia il post sisma

Guido Bertolaso

L’AQUILA. Appartamenti costati fino al 158% in più rispetto ai prezzi di mercato, criminalità infiltrata negli appalti, fondi europei spacciati per soldi italiani, lavori nel centro storico praticamente inesistenti e qualità delle ristrutturazioni spesso scadente.
E' la fotografia de L’Aquila, della sua ricostruzione dopo il sisma del 2009 che l'inviato dell'Europa ha consegnato a Bruxelles. Un dossier anticipato questa mattina dal quotidiano La Repubblica che oggi sarà presentato in città e che giovedì prossimo sarà discusso al Parlamento Europeo.
L'Europa immediatamente dopo il terremoto ha dato all'Italia 494 milioni di euro per le prime esigenze abitative.
Il governo italiano ha diviso questa somma in due capitoli e, precisamente, il primo riguarda il progetto Map (Moduli Abitativi Provvisori) per circa 144 milioni di euro; il secondo il progetto Case per 350 milioni di euro. Per quanto riguarda il primo capitolo la Corte dei Conti europea nei mesi scorsi non ha fatto rilievi
, mentre per i 350 milioni di euro ha evidenziato delle anomalie relative all'aumento dei costi al metro quadro pari al 43 per cento e definito il progetto «intempestivo, costoso e insufficiente»
«La situazione del centro storico - scrive nel suo report Soren Sondergaard, membro della Cont, la commissione di controllo del bilancio di Bruxelles - rimane sostanzialmente invariata. In quattro anni solo un paio di edifici (uno pubblico ed uno privato) sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa». Arrivato per la prima volta nel capoluogo abruzzese nel 2010 Sondergaard, insieme al collaboratore Roberto Galtieri, ha visionato e preso in esame tutto ciò che la ricostruzione riguarda.
Come sono stati utilizzati i soldi? Sono stati rispettati i propositi iniziali? Cosa è stato realizzato? Cosa ancora non è stato fatto? Il risultato è tutt’altro che positivo.

COSTI LIEVITATI
Solo il calcestruzzo è costato 4 milioni più di quanto preventivato. Ben 21 invece i milioni spesi in più per i pilastri dei palazzi. Appartamenti costati il 158% in più rispetto ai reali valori di mercato e 42% degli edifici realizzato con fondi europei e non italiani, come invece l'ex premier Silvio Berlusconi ha sempre sostenuto. Cifre queste contenute nel dossier di Sondergaard ma fornite e "certificate" dalla Corte dei Conti europea.

INFILTRAZIONI NEGLI APPALTI

Le notizie forse peggiori arrivano poi dal capitolo criminalità, non una novità per il territorio aquilano che subito dopo il sisma ha cominciato a convivere con una moltitudine di inchieste e verifiche nei cantieri. Un alone che dal 2009 circonda il cratere.
Il dossier riepiloga quanto successo in tutti questi mesi e parla di «un numero di sub appaltatori non disponeva del certificato antimafia obbligatorio». Si ricorda anche che «un latitante è stato scoperto nei cantieri della Edimo, che è una delle 15 imprese appaltatrici. Una parte dei fondi per i progetti CASE e MAP sono stati pagati a società con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata... ma le competenti autorità italiane non hanno ancora resi pubblici questi dati».

FONDI EUROPEI E SCARSA QUALITÀ DEI LAVORI

«Nelle case e nelle scuole - si legge sempre nel dossier - non ci sono pannelli a indicare che sono state costruite con i fondi Ue ma al contrario ci sono pannelli che specificano 'edifici realizzati con donazioni da enti privati e amministrazioni locali'». Una ‘discriminazione’ che all’Europa pare proprio non andare giù.
E anche la qualità delle opere, a prescindere da chi le ha pagate, lascerebbe insoddisfatti. Vengono certificati i dubbi già espressi più volte e disattese però le promesse di una ricostruzione che doveva essere moderna, all’avanguardia e soprattutto improntata alla sicurezza: «il materiale è generalmente scarso... impianti elettrici difettosi... intonaco infiammabile... alcuni edifici sono stati evacuati per ordine della magistratura perché 'pericolosi ed insalubri'... quello di Cansatessa è stato interamente evacuato (54 famiglie) e la persona responsabile dell'appalto pubblico è stata arrestata e altre 10 sono indagate».
Ma si ricorda anche i problemi del Map di Monticchio che ha preso fuoco a causa del difettoso sistema  elettrico nell'edificio. «L'impresa che ha costruito questo MAP non esiste più», si legge nel dossier, «inoltre, l'intonaco utilizzato è infiammabile e presenta pertanto un rischio di incendio».E poi ancora «molti Map presentano problemi alle tubature dell'acqua, umidità, muri rotti,  pavimenti rotti,, problemi alle fognature e alle finiture». Anche in relazione al progetto CASE sono stati identificati diversi problemi. Fra questi: «la qualità dei materiali da costruzione era molto variabile: molti moduli CASE, per esempio, presentano problemi relativi al sistema elettrico, all'infrastruttura sanitaria e al sistema di riscaldamento. Il Case di Pagliare di Sassa ha preso fuoco a causa del sistema elettrico difettoso e perché è stato costruito con materiali infiammabili».GLI ISOLATORI SISMICISi passa poi al noto capitolo degli isolatori sismici e si ricorda anche l’inchiesta della magistratura aquilana secondo cui ci sono 200 isolatori sismici difettosi.
 
I DATI CONTRADDITTORI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Si sottolinea inoltre che i dati presentati dalla Protezione Civile a partire dalla visita della commissione Cont all'Aquila sono contraddittori. «Si sostiene che l'UE abbia contribuito al 3,5% dei  costi, mentre in altri casi afferma che il contributo dell'UE è pari al 27,67% dei costi; il costo complessivo del progetto CASE ammonta a 809 milioni di euro per 185 edifici, ossia un costo medio di 4 372,97 euro a edificio. L'FSUE ha contribuito per 350 milioni di euro al finanziamento della costruzione di 80 moduli CASE, ossia il 42% del totale degli edifici. Altri 8,2 edifici (4% del totale) sono stati finanziati con donazioni private; secondo la relazione speciale della Corte n. 24/2012, gli alloggi CASE sono costati il 158% in più rispetto al prezzo di mercato; la relazione speciale della Corte n. 24/2012 ha messo in evidenza il costo elevato dei pilastri di acciaio. Tuttavia, la stessa società (EDIMO) produce simili pilastri di calcestruzzo, che costano meno della metà dei pilastri in acciaio».

RESTITUIRE 350 MILIONI?
E poi ancora «soldi spesi male», un centro storico «fantasma», la ricostruzione «incredibilmente tardiva» ma, soprattutto, quei 350 milioni di euro che l'Italia rischia di dover restituire all'Unione Europea (497,5 milioni quelli stanziati) se quei soldi, per l'emergenza da disastro naturale, sono diventati in realtà «benefici».

GLI ISOLATORI SISMICI
Si passa poi al noto capitolo degli isolatori sismici e si ricorda anche l’inchiesta della magistratura aquilana secondo cui ci sono 200 isolatori sismici difettosi.

DI STEFANO: «VOGLIO PRIMA LEGGERE IL DOSSIER»
L'assessore comunale dell'Aquila alla ricostruzione, Pietro Di Stefano prima di dare un giudizio, ha detto di voler «leggere il documento sul quale per ora ho letto articoli di giornale». In particolare, afferma Di Stefano, «rispetto alla fase dell'emergenza è stato certificato da tutti, anche dal Parlamento, che è stata una fase buona, certamente il progetto Case, che è una parte di quella fase e che riguarda le obiezioni dell'Ue, noi l'abbiamo subito».
«È ora perciò - prosegue il responsabile comunale per la ricostruzione - di aprire una discussione sull'uso futuro e parlo del fatto se è patrimonio del comune o se è altro. Quanto a quello che sarà dopo, cioè quando tutti saranno rientrati, è un problema che non può essere risolto dal comune dell'Aquila».
Ora che il deputato danese ha visto con i suoi occhi lo stato del centro storico Di Stefano ha chiesto che si faccia interprete presso i suoi colleghi di cambiare il vincolo che impone che i fondi per la ricostruzione in seguito a calamità naturali siano legati al rapporto tra debito pubblico e Pil: «i soldi ci sono dobbiamo poterli spendere fuori da quel vincolo. Sono contento che, adesso, anche qualcun altro - conclude Di Stefano - dica che c'è un centro storico fantasma, lo dico da anni, tanto che mi sono preso anche diffide».

PEZZOPANE(PD), «GOVERNO RIFERISCA»

«Quel dossier», ha commentato invece la senatrice Stefania Pezzopane, «è un macigno pesante, che rischia di compromettere il nostro futuro. Il Governo riferisca immediatamente in Parlamento e si faccia subito chiarezza».
Pezzopane sta già predisponendo un'interrogazione sull'intera vicenda. «Gli italiani e i terremotati devono sapere fino a che punto si è arrivati nella strumentalizzazione di questa tragedia», aggiunge Pezzopane. «Il paradosso sta proprio nel contrasto tra gli sprechi della fase emergenziale e i rubinetti a secco in questa fase, quando la vera ricostruzione deve decollare. A distanza di quattro anni e mezzo dal terremoto che ha sconvolto L'Aquila e i comuni del cratere - prosegue la senatrice - siamo ancora costretti a combattere una battaglia istituzionale e mediatica, per far comprendere che se non arriveranno finanziamenti adeguati, L'Aquila e i centri storici moriranno». Il Comune dell' Aquila ha pronti progetti per 900 milioni di euro, che non partono, perché i fondi non arrivano o arrivano con il contagocce. Dalle stime effettuate dagli Uffici speciali per la ricostruzione dell'Aquila e del cratere, si evince che solo per il 2014 occorrono complessivamente circa 3 miliardi per la ricostruzione pubblica, privata e per l'autonoma sistemazione. La legge di stabilità, tuttavia, stanzia solo 600 milioni in più rispetto al miliardo e duecento milioni, che saranno spalmati in tre anni. Una goccia nell'oceano.

MELILLA (SEL), ISTITUIRE COMMISSIONE D'INCHIESTA
Il deputato di Sel, Gianni Melilla chiede invece di istituire una commissione d'inchiesta parlamentare che indaghi sulle spese per la ricostruzione post-terremoto, e su come è stato usato il denaro dei contribuenti italiani e europei.
«La situazione del centro storico - scrive nel suo report Soren Sondergaard, membro della Cont, la commissione di controllo del bilancio di Bruxelles - rimane sostanzialmente invariata. In quattro anni solo un paio di edifici (uno pubblico ed uno privato) sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa». Arrivato per la prima volta nel capoluogo abruzzese nel 2010 Sondergaard, insieme al collaboratore Roberto Galtieri, ha visionato e preso in esame tutto ciò che la ricostruzione riguarda.Come sono stati utilizzati i soldi? Sono stati rispettati i propositi iniziali? Cosa è stato realizzato? Cosa ancora non è stato fatto? Il risultato è tutt’altro che positivo.

ACERBO E SAIA: «CONFERMATI I NOSTRI DUBBI»
«Il "documento di lavoro" elaborato da Søndergaard sulla base anche dell'audit della Corte dei Conti europea, conferma tante delle cose denunciate in questi anni e soprattutto nel periodo dell'acritica venerazione del duo Bertolaso-Berlusconi», commentano i consiglieri regionale di Rc Maurizio Acerbo e Pdci Antonio Saia.
«Ricordiamo che Søren Bo Søndergaard è un rapprentante del GUE, il gruppo parlamentare  della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica che raccoglie i deputati che fanno riferimento alle formazioni della sinistra socialista, comunista ed ecologista, quella che viene definita "sinistra radicale"».
Al GUE fanno riferimento in Italia Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, a livello europeo Linke tedesca, Front de Gauche francese, Izquierda Unida spagnola, Syriza in Grecia, Sinn Fein irlandese, Alleanza Rosso-Verde danese, Partito comunista portoghese e tante altre formazioni di sinistra.

PROCURA: «VALUTEREMO IL DOCUMENTO»
«Da una prima lettura non ci sono spunti nuovi, almeno per quanto di competenza della Procura, si parla di passato, anche se l'atteggiamento di vigilanza e attenzione contro le infiltrazioni mafiose nell'Aquilano è sempre massimo», ha commentato il procuratore della Repubblica dell'Aquila Fausto Cardella, che è anche procuratore distrettuale antimafia. «Valuteremo approfonditamente e con grande attenzione questo documento - assicura Cardella - Mi compiaccio che in questo rapporto si faccia riferimento al lavoro di questo ufficio negli anni scorsi: in fatto di infiltrazioni in alcuni casi c'è già stata anche la conferma con sentenza di primo grado».