ASSASSINIO IMPUNITO

Antonio Russo, Chiavaroli: «la Regione non dimentichi uno straordinario concittadino»

Il 16 ottobre saranno 13 anni dall’assassinio

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ANTONIO RUSSO

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ABRUZZO. Una risoluzione a firma Ricardo Chiavaroli (Pdl) sul giornalista Antonio Russo sarà discussa domani in Consiglio regionale.
Proprio mentre in Parlamento si chiede al ministro degli Esteri  di chiarire il mistero della morte del giornalista abruzzese, ucciso 13 anni fa in Georgia, anche in Regione si torna a parlare di Russo.
Mercoledì prossimo ricorrerà l’anniversario della tragedia e ancora tante domande non hanno ricevuto risposta. Dal 2002 l’Abruzzo lo ha ricordato con il premio ‘reportage di Guerra’ che porta il suo nome. Da un paio d’anno, però, a causa della carenza di fondi, l’evento è saltato.
Chiavaroli, che già l’anno scorso aveva presentato in aula una proposta di legge sul tema, adesso chiede alla giunta e al Consiglio «di promuovere le più opportune iniziative dirette o attraverso il sostegno alla Fondazione Antonio Russo o altre associazioni private, volte a ricordare con le modalità e gli interventi più opportuni, la figura di Antonio Russo affinché proprio dall’Abruzzo e grazie al ricordo di un suo straordinario concittadino, si affermi un messaggio di pace, di difesa dei diritti umani e civili e del valore imprescindibile della verità nell’informazione».

Il 16 ottobre del 2000, mentre si trovava in Cecenia come corrispondente di guerra per Radio Radicale, Antonio Russo fu assassinato da ignoti a Tblisi (Georgia), probabilmente a causa delle sue denunce pubbliche delle azioni cruente compiute dai militari russi contro la popolazione civile della Cecenia. Alla vicenda di Antonio Russo sono dedicati stati dedicati innumerevoli riconoscimenti oltre a due film : ‘Cecenia’ di Leonardo Giuliano, con Giammarco Tognazzi e ‘L’inquilino di via Nikoladse’ di Massimo Guglielmi. Il nome di Antonio Russo compare oggi nella lapide dei martiri ad Arlington, nel Museo della Stampa di Washington, insieme a quello di altri giornalisti scomparsi in servizio.
Era un free lance, che ha svolto con passione, coraggio e professionalità il suo lavoro di corrispondente di guerra in diverse parti del mondo. Fu, ad esempio, l’unico giornalista straniero a restare a Pristisna nel 1999 per documentare in esclusiva le terribili fasi seguenti all’ordine di evacuazione emesso dalla Serbia all’avvio dell’invasione militare del Kosovo.

Il 16 ottobre prossimo, giorno dell'anniversario dell'asssassionio di Antonio, ci sarà una manifestazione di protesta davanti l'ambasciata russa a Roma.