DIPLOMAZIA

Corea, alla parata del dittatore c’era anche Antonio Razzi

Presente anche l’ex ministro Romani: «ho applaudito poco»

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Corea, alla parata del dittatore c’era anche Antonio Razzi

Razzi accolto dagli uomini del dittatore Kim Jong-Un




COREA. Un palco riservato alle autorità proveniente da tutto il mondo.
Poltrona d’onore per il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un e poco più in là anche il senatore abruzzese del Pdl, Antonio Razzi impegnato da tempo sul fronte coreano.
Vicino a Razzi anche Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo Economico.
Così i due rappresentanti del parlamento italiano hanno visto sfilare, in occasione delle celebrazioni dei 60 anni della firma dell'armistizio della Guerra di Corea, in un caldo asfissiante decine di migliaia di soldati, in marcia al passo dell'oca, tra pattuglie aeree acrobatiche, elicotteri a simulare attacchi, Ilyushin 72 da trasporto truppe, corpi di elite e mezzi pesanti come artiglieria, carri armati e i temuti missili. Come quelli a breve e a medio/lunga gittata, tra cui quelli ritenuti essere i Musudan, piazzati a marzo in rampa di lancio a Wonsan, sulla costa orientale, e capaci di raggiungere Corea del Sud, Giappone e l'isola di Guam, territorio americano.
Romani ci ha tenuto a precisare che ha applaudito «poco» «perché da quel regime ci divide tutto. Non posso applaudire quando si inneggia al leader. Posso applaudire a dei virtuosismi come quelli dell'Arirang. Ci sembra difficile poter applaudire chi è a capo di questo regime".

L'ex sottosegretario ha parlato anche del suo incontro con Kim Jong-un: «Solo qualche battuta, di nessun rilievo politico. È un leader che non parla. Finora abbiamo sempre discusso con i riferimenti che man mano si sono presentati. Con il ripristino dei rapporti diplomatici nel 2000, abbiamo trovato motivi di sviluppo di un Paese arretratissimo, siamo disponibili a collaborare. È tutto molto difficile e complicato. Il regime è molto statico».
Romani e Razzi sono andati lì perché «il parlamento italiano nella riunione interparlamentare, ha deliberato questa missione: io, il senatore Razzi e il senatore Farina del Pd che per impedimenti non è potuto venire».
L’abruzzese (noto per il fuori onda «ho pensato ai cazzi miei» o per aver denunciato –e ritrattato- la compravendita dei parlamentari) proprio non è voluto mancare. Lui, da tempo lo dice chiaramente, sogna di riavvicinare Corea del Nord e Corea del Sud ed ha già in mente come festeggiare: «in una bella pizzeria, siccome quelli del nord si ricordano di aver mangiato un’ottima pizza ‘da Mario’ in un quartiere di Napoli».