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Abruzzo. Volontaria di Ortona bloccata in Egitto da un mese

Interrogazione del deputato Sel al ministro degli Esteri

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Abruzzo. Volontaria di Ortona bloccata in Egitto da un mese

Claudia, prima a destra





ALESSANDRIA D’EGITTO. Dal 22 Giugno scorso Claudia D’Intino di Ortona, volontaria della onlus “Music for Peace” è bloccata ad Alessandria d'Egitto.
La ragazza, 26 anni laureata in scienze politiche all’università di Genova, è con il convoglio carico di beni di prima necessità da distribuire nella striscia di Gaza, insieme al resto della delegazione Italiana (il presidente Stefano Rebora, Valentina Gallo Afflitto, Alvaro Gando, Sandra Vernocchi).
Sono dunque 30 giorni che pur disponendo di tutte le autorizzazioni necessarie le autorità egiziane non intendono far uscire l’auto medica, una Mercedes, parte integrante del carico umanitario destinato alla popolazione di Gaza.
Il carico inoltre prevede un’ambulanza e 120 tonnellate fra medicinali e cibo donati da cittadini italiani.
«Giornata assolutamente frenetica», hanno scritto ieri su Facebook i responsabili dell’associazione. «Incontri su incontri. Siamo rientrati in questo momento in stanza e dobbiamo subito uscire per un altro incontro importante. Stiamo muovendo montagne e mari…stiamo cercando ulteriori possibili vie. Possiamo farcela…continuiamo a resistere. Scusate, ma dobbiamo andare di nuovo per incontrare persone che potrebbero essere fondamentali».


«Siamo arrivati il 23 giugno in Alessandria appositamente per evitare il periodo delle manifestazioni egiziane», raccontano ancora. «Il blocco è stato creato perché i Mukabarat non hanno voluto far uscire l’autovettura (Mercedes) dal porto. Questa macchina è stata donata e già destinata, da Genova, ad un ospedale in Gaza. I permessi necessari al transito su territorio egiziano sono tutti in nostro possesso. La Quarta Convenzione di Ginevra prevede un canale preferenziale per i convogli umanitari. Lo ribadiamo ancora: non siamo turisti, in questo momento rappresentiamo un’associazione umanitaria e migliaia di persone che hanno supportato e supportano questa missione. Inoltre una cosa che assolutamente vorremmo far comprendere a tutti è che non è possibile una vita senza solidarietà. Il problema del singolo non va tralasciato o non considerato. I problemi quotidiani di ognuno di noi, per noi stessi, non sono inferiori ad altri».
Il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha presentato una interrogazione al Ministro degli Esteri: «L’autorità egiziana, bloccando il transito dell’autovettura che fa parte del convoglio, ha di fatto messo in dubbio quanto dichiarato dalla nostra Ambasciata, che più volte ha specificato, anche tramite Nota Verbale, che detta autovettura è da considerarsi a tutti gli effetti facente parte del carico umanitario», fa notare Melilla.
Alla richiesta di consigli sul da farsi, l’Ambasciata ed il Consolato hanno risposto consigliando il rientro in Italia e la rinuncia al proseguimento della missione umanitaria.
«Quali misure intenda adottare il ministero», chiede Melilla, «al fine di sbloccare questa situazione e permettere a Claudia D'Intino e agli altri quattro volontari di portare a termine la missione umanitaria che doveva averli già condotti a Gaza City».