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Novità, se la banca fallisce salvataggio ricade su azionisti e obbligazionisti

Raggiunto all’Ecofin nuovo accordo

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BRUXELLES. Finita, dopo lo choc di Cipro, l'era delle banche salvate dagli Stati.
Con l'accordo sul meccanismo di 'fallimento ordinato' delle banche, raggiunto all'Ecofin la notte scorsa, dal 2018 quando una banca fallisce si metterà in campo uno schema che eviterà di ricorrere ai soldi dei contribuenti per riassestare il sistema finanziario.
Si tratta di un nuovo passo verso l'unione bancaria, e mentre si aspetta l'ok del Parlamento Ue, l'Europa può muovere verso le altre tappe cioé l'autorità e il fondo di 'risoluzione' comuni. In base allo schema definito dall'Ecofin, a partire dal 2018, quando una banca è in crisi, il salvataggio ricadrà sulla banca stessa (bail-in) e non sugli Stati (bailout) come avvenuto fino ad ora.
Ovvero: a rimetterci saranno azionisti, obbligazionisti e parte dei correntisti, tranne i depositi fino a 100mila euro che saranno garantiti totalmente.
Ma un minimo di protezione ce l'avranno anche le imprese e i grandi depositi, che saranno toccati solo in caso di grave ristrutturazione. L'intesa stabilisce una soglia minima di partecipazione di azionisti, obbligazionisti e grandi depositi alla ristrutturazione: l'8% del totale dei 'passivi esigibili' (liabilities) della banca viene utilizzato, prima che intervengano i fondi di risoluzione.
Un ulteriore 5% di passivi può essere coperto, con il consenso di Bruxelles, col fondo di risoluzione o altri interventi pubblici. Anche il fondo salva-Stati Esm potrà partecipare al salvataggio se gli Stati non ce la fanno (si è stabilito solo il principio generale per ora), ma le condizioni che alcuni vogliono imporre sono molto strette. Gli Stati dovranno quindi dare vita a fondi di risoluzione nazionali, finanziati da una tassa sulle banche, grandi abbastanza da coprire l' 1,3% dei depositi assicurati delle loro banche.
L'accordo sul meccanismo di 'risoluzione' è il primo tassello del secondo passo dell'unione bancaria: il primo era la supervisione unica della Bce, il secondo è il sistema unico di 'fallimento', che comprende anche il fondo unico e l'autorità unica.
La Commissione Ue presenterà la proposta per il fondo unico la prossima settimana, ma sarà una battaglia ancora più dura di questa appena conclusa, perché la Germania è contraria a qualunque messa in comune di risorse.