Mary Pace, l’ex spia che indicò alla Cia dove viveva Osama Bin Laden

Ora chiede di ottenere i 25 milioni della taglia

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Mary Pace, l’ex spia che indicò alla Cia dove viveva Osama Bin Laden





FROSINONE. La Iena Nadia Toffa ha intervistato Mary Pace, l'ex agente segreto che si occupa di intelligence e terrorismo internazionale che ha fatto causa alla Cia e reclama la taglia da 25 milioni di dollari che pendeva sulla testa di Osama Bin Laden.
Mary Pace sostiene di aver dato alla Cia informazioni importanti sul rifugio segreto del capo di Al Qaeda, ma di non essere più stata contattata in seguito.
A pochi giorni dalla messa in onda del programma l'ex spia si è sentita male ed è stata ricoverata d'urgenza in ospedale. Dopo una situazione di estrema gravità, sembra che la donna stia meglio e sia tornata a respirare da sola, come ha testimoniato la figlia sulla sua pagina Facebook.
Tanti i dubbi dell’ex spia sulla cattura del capo di Al Qaeda. Pace racconta che un ex super spia italiana dei servizi segreti prima di morire le rivelò dove si trovava Bin Laden. Nel 2010 i primi contatti con la Cia alla quale lei svelò le coordinate esatte del nascondiglio, una grotta in Pakistan. Da lì nessuna altro contatto. Il 2 maggio 2011 poi la cattura e l’uccisione. Ma Pace sospetta che la il blitz non sia andato esattamente come raccontato dai media americani e che Bin Laden non sia stato catturato nella sua abitazione dai navy seals (poi tutti morti) ma sia stato ucciso in una grotta da alcuni dissidenti islamici.
Fatto sta che poche ore dopo la cattura la Casa Bianca ha fatto sapere che la maxi-taglia di 25 milioni di dollari non sarebbe stata riscossa da nessuno perché «non c’è stata nessuna “gola profonda”»
Ma Pace dice invece che le sue indicazioni sarebbero state determinanti e chiede si poter ottenere quel denaro che lei vorrebbe usare per realizzare un ospedale.

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