LA RICERCA

La ricerca abruzzese che sbarca in Usa: «più cioccolato, più premi Nobel»

Gli scienziati americani citano uno studio abruzzese

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La ricerca abruzzese che sbarca in Usa: «più cioccolato, più premi Nobel»
AVEZZANO. Il cioccolato ‘conquista’, seppure idealmente, il Nobel passando dall’ospedale di Avezzano e approdando negli Stati Uniti.

A New York, una ricerca scientifica, confrontando numeri e statistiche, sostiene, in estrema sintesi, che nelle Nazioni in cui si mangia più cioccolato si registra un alto numero di premi Nobel.
A sostegno di questa scoperta, pubblicata con grande risalto dalla prestigiosa rivista scientifica ‘New England Journal of Medicine’, viene citato, tra le altre fonti, lo studio  compiuto dal team del direttore di Geriatria dell’ospedale di Avezzano, Giovambattista Desideri. Secondo la ricerca fatta nella Marsica, consumare i flavanoli del cacao - come parte di una dieta controllata a livello calorico e bilanciata da un punto di vista nutrizionale - migliora la capacità cognitiva degli anziani con iniziale deficit cognitivo.
A proiettare l’attività di Geriatria di Avezzano al centro del mondo scientifico – e a collegarla indirettamente all’accademia di Svezia che assegna il Nobel - è stata la ricerca fatta a New York,  dal medico Franz Messerli, su un campione di 23 Stati. La conclusione dello studio, compiuta dal San Luke’s Roosevelt Hospital insieme alla Columbia University, è che – dati alla mano - il  numero dei premi Nobel, assegnati alle 23 Nazioni esaminate, è strettamente correlato al consumo pro capite di cioccolato. Per la cronaca, al primo posto sia per quantità di Nobel sia per consumo di cioccolato - 30 chili per persona l’anno - c’è la Svizzera (neanche a dirlo..) di cui, singolare coincidenza, è originario lo stesso Messerli. Agli ultimi posti della classifica ci sono Giappone, Portogallo, Polonia, Italia e Brasile (ultimo). Meno cioccolato (sotto i 5 chili) e meno premi Nobel.

Geriatria di Avezzano ‘osservò’ 90 anziani, affetti da declino cognitivo lieve, reclutati principalmente nella Marsica tra gli utenti afferenti all’Unità Valutativa Alzheimer, suddivisi in modo casuale in 3 gruppi che ricevettero ogni giorno, per 8 settimane, dosi diverse di bevanda con flavonoli del cacao: 990 milligrammi (dose alta), 520 mg (media) o 45 mg (bassa). Lo studio del prof Desideri ha dimostrato che chi assumeva dosi medio-alte di flavanoli del cacao mostrava in generale performance migliori rispetto a chi ne consumava meno. La scoperta dell’ospedale di Avezzano conquistò l’attenzione internazionale grazie alla pubblicazione (15 agosto scorso) su una delle più prestigiose riviste scientifiche americane on line, Hypertension, testata dell’American Heart Association.  La ricerca di Desideri ha suscitato un clamoroso interesse a livello mondiale: dal 15 agosto (giorno della pubblicazione) al 15 Settembre scorsi ( quindi nel primo mese di pubblicazione), il sito dell’American Heart Association ha registrato 347 milioni di contatti mediatici.