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F35, Di Stanislao (Idv) «Il Governo va avanti»

In 11 anni costo aumentato di 40 milioni di dollari al giorno

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F35, Di Stanislao (Idv) «Il Governo va avanti»
ROMA. Un ordine del giorno sulla legge di stabilità presentato dal deputato abruzzese dell’Idv Augusto Di Stanislao ha riacceso il dibattito all'interno dell'Aula sul programma F-35 Jsf.


Il capogruppo Idv in Commissione Difesa chiedeva al Governo Monti due impegni «concreti e necessari ora più che mai», ma spiega di aver «trovato un muro».
Di Stanislao aveva richiesto una migliore ridistribuzione delle risorse non più sbilanciate sugli investimenti per i programmi d'arma, inserendo come priorità il giusto aumento delle risorse per formazione e addestramento del personale nonché manutenzione ed efficienza dei mezzi e degli equipaggiamenti di sicurezza già
esistenti.
La seconda richiesta: valutare concretamente l'uscita dal Programma F-35 Jsf, alla luce degli ultimi aggiornamenti in negativo, della mancanza di penali e delle forti perplessità a livello internazionale a
cominciare dalla Difesa americana considerando che rappresenta l'investimento più ingente con meno garanzia, sicurezza e trasparenza su tutti i fronti.
L’Italia ha deciso di partecipare alla sua realizzazione investendo fino ad oggi assieme ad altri sette paesi (Inghilterra, Paesi Bassi, Canada, Turchia, Australia, Norvegia e Danimarca) circa 5 miliardi di dollari, mentre gli Usa mettono gli altri 35 dei 40 necessari a portare a termine la gestazione dell’aereo.
In Italia i partiti Fli, IdV e PD hanno mosso critiche al progetto nei primi giorni del 2012 proprio a causa dell'elevato costo dei 131 caccia ordinati inizialmente che sarebbe lievitato verso l'alto nel 2011 fino ad arrivare a 200 milioni di dollari ad aereo.
A febbraio scorso il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, nel quadro delle riduzioni di spesa del suo ministero, ha proposto tra i vari provvedimenti quello di diminuire l'acquisto di F-35 da 131 a 90. La proposta verrà discussa nelle commissioni parlamentari competenti e al Consiglio dei Ministri, e dovrà tramutarsi in disegno di legge delega, da sottoporre alla approvazione del Parlamento

«Si è aperto un dibattito in Aula», racconta il deputato, «e come i nodi vengono sempre al pettine, anche le reali intenzioni delle forze politiche in queste circostanze vengono allo scoperto. In 11 anni il costo dei programmi JSF è aumentato a una media giornaliera di 40 milioni di dollari. Aggiornando i prezzi e aggiungendo tutte le voci di spesa, il costo di questi primi JSF italiani in realtà sarà più del doppio». L'impianto Faco di Cameri partirà a regime ridotto, «con inevitabili aggravi di costo oltre gli 800 milioni di euro già spesi per realizzare la struttura.
«Non c’è futuro in termini occupazionali e alcuna garanzia di prospettiva ai giovani», continua Di Stanislao. «E' inaccettabile, e lo è ancor di più il consenso del Parlamento, che si chiedano pesantissimi sacrifici a settori delicati e importanti come la sanità, l'istruzione e l'ambiente e ai cittadini di tirare la cinghia e di avere fiducia in questo Governo, quando questo Governo non ha alcuna intenzione, o non ha il coraggio, di togliere risorse laddove ce ne sono per sostenere settori che necessitano maggiormente e che devono avere la priorità su tutto»