MONDO

Assange: «Obama sta strumentalizzando le rivolte in Medio Oriente»

Il fondatore di Wikileaks parla di persecuzione nei suoi confronti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3379

Assange: «Obama sta strumentalizzando le rivolte in Medio Oriente»
LONDRA. Camicia bianca, cravatta viola, sguardo deciso, forse solo un po’più stanco.

Si è presentato così Julian Assange, in collegamento video da Londra, alla riunione all'Onu, organizzata all'Ecuador in occasione dei lavori dell'Assemblea Generale sul diritto di asilo.
Prima le accuse contro il presidente Obama, poi qualche parola (anzi più di una) sulla sua condizione di rifugiato politico nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.
«Obama sta usando le rivolte in Medio Oriente, per un suo tornaconto personale», ha esordito Mr Wikileaks. Il presidente tempo fa ha dichiarato che gli «Stati Uniti hanno sostenuto il cambiamento nel Medio Oriente».
Cambiamento? Ha chiesto ironicamente Assange, «strano cambiamento visto che i manifestanti egiziani continuano ad essere colpiti dai gas lacrimogeni americani e Mohamed Bouazizi (il fruttivendolo tunisino che si è dato fuoco contro il governo Ben Alì dando il via al focolaio di rivolte) non si è di certo ucciso per favorire la campagna di rielezione di Barack Obama. Tutto questo è irrispettoso».
Assange ha ricordato che le rivolte in Medio Oriente sono cominciate dopo la pubblicazione dei suoi dispacci segreti. Dunque lui ne è l’ispiratore.
Poi il discorso è virato sulla sua situazione personale. Dal 19 giugno Mr Wikileaks si trova nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. E’ barricato. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna vogliono estradarlo in Svezia dove dovrà rispondere dell’accusa di abusi sessuali. Assange teme che l’estradizione possa spianare la strada per una futura estradizione negli Usa. E qui sarebbe processato per la pubblicazione dei cablogrammi contro il governo americano. Il 6 agosto l’Ecuador ha concesso ad Assange asilo politico. Ma le autorità inglesi hanno minacciato di arrestarlo non appena metterà piede fuori l’ambasciata.
«Le accuse contro di me, anche quelle di abusi sessuali», ha rimarcato Assange, «fanno parte di un complotto orchestrato da Washington».
Assange ha infine ringraziato le istituzioni dell’Ecuador per l’ospitalità. Intanto le autorità diplomatiche di Gran Bretagna e Ecuador sono impegnate ad una «soluzione amichevole» del caso Assange.