PRIGIONIERI DA 11 ANNI

Detenuto morto a Guantanamo mentre era “in punizione”

E’ il nono decesso dall’apertura del campo. Ancora oscure identità e nazionalità

Marirosa Barbieri

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Detenuto morto a Guantanamo mentre era “in punizione”
CUBA. Neppure due iniziali per identificarlo. Il nono decesso nella prigione militare di Guantanamo non ha un nome, una nazionalità, una storia.

Questo perché, bisogna prima effettuare le analisi di rito, dice la Joint Task Force di Guantanamo.
N.M. G. (Nono Morto di Guantanamo, lo chiameremo così ) è un sospettato terrorista straniero. E’ morto sabato scorso. L’annuncio è stato diffuso dal Pentagono solo lunedì.
Non sono ancora chiare le cause del decesso. Sarà l'autopsia, in atto, ad aggiungere dettagli importanti a questa triste vicenda. E’ in corso un’indagine da parte del Naval Criminal Investigative Service, fanno sapere dal Pentagono.
A quanto si apprende l’uomo si trovava sotto provvedimento disciplinare quando è morto. Era in punizione per aver lanciato contro una guardia carceraria un "cocktail" di escrementi e cibo, ha detto il portavoce del carcere il capitano Robert T. Durand.
Le guardie del campo di massima sicurezza lo hanno trovato riverso e privo di sensi, nella sua cella, sabato mattina. Il prigioniero è stato subito trasferito all'ospedale di base della Marina, dove è stato dichiarato morto.
N.M.G. per molto tempo ha fatto lo sciopero della fame, «ma aveva ripreso a mangiare a giugno», ha detto Durand, «recuperando il 95% del suo peso forma».
Dei prigionieri morti prima di N.M.G. due sono deceduti per cause naturali. Gli altri sei si sono tolti la vita.
Dopo i primi tre suicidii nel giugno 2006, il carcere militare di Guantanamo ha istituito una serie di politiche di prevenzione come il ritiro delle lenzuola ogni mattina per evitare che i detenuti li utilizzassero per impiccarsi.
Il campo di Guantanamo vive dal 2002. Nonostante le promesse di chiusura sventolate in campagna elettorale da Barack Obama, nel 2008, la struttura ad oggi è ancora aperta.
Il Center for Constitutional Rights (organizzazione in lotta contro il carcere di Guantanamo) che ha fornito assistenza legale a centinaia di prigionieri ed alle loro famiglie si dice indignato.
«Più della metà degli uomini rimasti a Guantanamo sono stati intrappolati lì dentro dalla politica», ha detto l’associazione, «e la morte di questi uomini è diventata davvero il segno tangibile delle promesse fallite di Obama».