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Bruxelles, buone intenzioni sul mercato digitale… resta il problema banda larga

Approvato l’ordine del giorno dell’onorevole Aldo Patriciello

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Bruxelles, buone intenzioni sul mercato digitale… resta il problema banda larga
BRUXELLES. La commissione Itre (Industria, Ricerca ed Energia) ha approvato ieri, a Bruxelles, l’ordine del giorno presentato dall’onorevole Aldo Patriciello sul completamento del Mercato Unico Digitale.

Il documento presenta suggerimenti su come abbattere gli ostacoli al commercio elettronico ed ai servizi online. Il parere, votato a larga maggioranza dai deputati (36 sì e un no) ora sarà vagliato dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori.
Buone le intenzioni di Bruxelles ma finchè ancora molte realtà resteranno fuori dalla banda larga (in Italia è un problema ancora sentito) tutto rischia di rimanere teoria.


I PILASTRI DELL’INIZIATIVA
Ecco che cosa ha chiesto l’onorevole alla commissione: l’ annullamento, entro il 2015 degli ostacoli in materia di Mercato Unico Digitale (stop alla contraffazione e pirateria informatica attraverso un diritto comune europeo della vendita in materia); misure che agevolino i pagamenti tramite carte, internet e telefono mobile, un’offerta su larga scala secondo regole di maggiore competitività e investimenti, da parte degli Stati membri, sulle reti ad alta velocità.
«Esiste una insufficiente offerta di servizi on-line legali e transfrontalieri», ha osservato Patricielli, «effetto soprattutto della mancanza di informazione tecnica agli operatori economici e di tutela per gli utenti internet. Questo porta altre conseguenze come un numero eccessivo di abusi e una diffusione del tutto insufficiente delle reti di comunicazione di banda larga». 


COSTI E BENEFICI
L’onorevole ha inoltre ricordato che il costo della mancata realizzazione del mercato unico digitale da oggi al 2020 ammonterebbe a 500 mld di euro circa, almeno il 4% del Pil europeo, secondo uno studio elaborato da Eurostat. Tra i benefici dell’operazione per le piccole e medie imprese, secondo Patricielli, ci sono nuove chance per i lavoratori perché i servizi in linea creerebbero nuovi posti di lavoro di qualità come dipendenti o liberi professionisti, anche nelle zone rurali o isolate (che si spera nel frattempo vengano raggiunte dalla banda larga). Così come i consumatori godrebbero di una riduzione dei prezzi, di una maggiore gamma di scelta e di una migliore qualità di prodotti e servizi.
Nei paesi in cui il commercio via internet va per la maggiore, ha ricordato l’onorevole, «l’economia di internet è responsabile del 21% della crescita del Pil degli ultimi cinque anni con un cospicuo incremento del lavoro che in alcuni casi raggiunge il 25%».
m.b.