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Uccise a colpi d’ascia un militare: è diventato eroe nazionale

L’Armenia minaccia l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’Ungheria

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Uccise a colpi d’ascia un militare: è diventato eroe nazionale

ARMENIA. Uccise un sottotenente armeno con 16 colpi di ascia in faccia, in Ungheria. L’assassino, un militare di origini azere, estradato in patria, è stato proclamato eroe nazionale.

L’Armenia ora ha minacciato di interrompere i rapporti diplomatici con l’Ungheria che ha dato il via libera all’estradizione. Indignazione è stata espressa anche dalla comunità azera in Italia.
I fatti risalgono al 2004. Ramil Safarov, militare delle forze armate dell’Azerbaijan uccise a colpi d’ascia il sottotenente armeno ventiseienne Gurgen Margaryan colpendolo durante il sonno. Entrambi frequentavano a Budapest un corso di lingua inglese nell’ambito del programma Nato “Partnershipi for peace”.
Alla base della furia omicida ci fu l’odio degli azeri contro gli armeni; sentimento invocato dallo stesso presidente dell’Azerbaigian Aliyev in un suo discorso il 28 febbraio 2012: «gli armeni di ogni parte del mondo sono i nostri nemici principali».
Safarov, reo confesso, fu condannato in primo grado all’ergastolo dal tribunale ungherese,senza il diritto di domandare grazia per 30 anni. La pena fu confermata in appello.
Intanto le perizie giurate confermarono che l’imputato era sano di mente. Nel frattempo il presidente azero Ilham Aliev graziò l’omicida e gli conferì il grado di maggiore oltre a numerose onorificenze.
Il 31 agosto scorso l’Ungheria ha stato estradato Safarov in Azerbaijan. Il suo paese lo ha accolto con tutti gli onori («alla base della scaletta dell’aereo ha ricevuto addirittura un mazzo di fiori di benvenuto», ha dichiarato la comunità armena in Italia).
Il presidente ungherese, messo alla gogna mediatica, ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni dall’Azerbaigian che la detenzione sarebbe continuata anche lì.
Secondo la comunità armena in Italia dietro l’estradizione del criminale c’è un accordo tra Ungheria ed Armenia basato su uno scambio di favori.
Risulta infatti che nel mese di giugno il presidente azero Aliyev si sia recato in Ungheria. Verso metà agosto i giornali finanziari hanno riportato la notizia di un possibile acquisto di bond ungheresi (per un valore tra i due e i tre miliardi di dollari) da parte dell’Azerbaigian e della Turchia.
«L’Ungheria», ha dichiarato la comunità armena, «non poteva certo fingere di non sapere che Safarov, dopo il suo terribile gesto, era stato osannato in patria come un “eroe nazionale” e che addirittura gli era stato conferito un riconoscimento per il crimine compiuto: questo è l’Azerbaigian con il quale l’Ungheria è scesa a biechi patti, svendendosi per qualche titolo di stato».
Il consiglio per la comunità armena di Roma ha espresso al governo ungherese il fermo disappunto per quanto accaduto invitandolo a chiedere scusa all’Armenia ed alla famiglia Margaryan.
Dello stesso avviso è il presidente armeno Serzh Sargsyan. «Non vogliamo la guerra», ha dichiarato, «ma se ci sarà imposta, combatteremo e vinceremo».
Anche il presidente degli Usa Barack Obama ha stigmatizzato il fatto inviando una nota al governo azero.