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Una voce dalla Siria: «nessun bagno di sangue, i vostri giornali dicono menzogne»

Un'altra versione sugli scontri in Siria come non l’avevamo mai sentita

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Una voce dalla Siria: «nessun bagno di sangue, i vostri giornali dicono menzogne»
SIRIA. Tra le tante storie sulla guerra siriana ce n’è una singolare. Diversa da quelle che si trovano nei racconti a tinta unita (scontri, guerre, morti, sangue) sul Paese di Assad.

La voce è quella di Anhar Kochneva giornalista residente in Siria da dieci anni che ha rilasciato un’intervistata al giornale Eyewitness.  La Kochneva viene dalla Russia. Quella Russia che insieme alla Cina ha detto no al pugno di ferro contro Assad.
La sua verità: nessuno scontro, nessun bagno continuo di sangue, nessun attacco dall’esercito di Assad verso civili. Tutta colpa dei media occidentali che diffondono notizie infedeli.


«DIMOSTRAZIONI? SOLO 3»
I media occidentali parlano di grosse dimostrazioni che si sono avvicendate dalla Primavera Araba in poi, in Siria. Per Kochneva non è vero. Negli ultimi sette mesi ci sono stati soltanto 3 manifestazioni per così dire cui ha partecipato un manipolo di persone quasi in posa per farsi riprendere dai reporters. Le proteste sono state riprese per 5/10 minuti prima che la gente si disperdesse. 


«I RESPONSABILI DEGLI SCONTRI? I BANDITI»
Prima d’ora nessuno mai aveva parlato di banditi. Dita puntate contro i miliziani di Assad considerati i responsabili degli scontri in Siria, delle continue razzie e mattanza che i nostri media bugiardi come li definisce la reporter hanno raccontato. Le forze lealiste del governo non c’entrano nulla con le agitazioni, dice convinta la giornalista russa. L’esercito non fa del male ed interviene solo in situazioni estreme. I veri responsabili sono i banditi ( soldati di fortuna, prigionieri evasi dalle carceri, ribelli, guerriglieri assoldati da Paesi esteri anti-Assad). «Io stessa sono stata catturata dai banditi», confessa, dunque ha le prove, «e molti di loro non sapevano manco di trovarsi in Siria.Sono soldati ceceni, romeni, francesi, libici, afghani. Ho intervistato alcuni mercenari afghani catturati dall’esercito. Ho chiesto loro perché combattessero in Siria. Mi hanno risposto che a loro era stato detto che sarebbero stati mandati in Israele per sparare contro gli autobus israeliani».


«ELEZIONI ANTIIDEMOCRATICHE? CHI LO HA DETTO »
Sulla graticola i media occidentali che si riempiono la bocca di espressioni come «elezioni siriane antidemocratiche» in riferimento alle elezioni parlamentari del 7 maggio scorso in Siria, liquidate dalle principali forze dell'opposizione siriane come una messinscena propagandistica del regime.
Come fanno a definirle antidemocratiche? Si chiede attonita la Kochneva. E si risponde: «lo dicono forse i leader di opposizione. Quelli che si sono formati in Europa per decenni. Che non sanno realmente quello di cui il Paese ha davvero bisogno. E’ ora di lasciare ai siriani la libertà di scegliere del loro futuro».
La giornalista mantiene fiducia nelle Nazioni Unite. Perchè sanno bene quello che fanno. Ed è sicura che i 300 osservatori dell’ Onu capiranno la verità.
Un’ ultima domanda: «ma lei non è che per caso sostiene il governo?». La sensazione sfiora per un attimo il reporter di Eyewitness.
Risposta secca: «io sostengo la Siria».


Marirosa Barbieri