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Spazio: ok a Euclid, missione per scoprire il lato oscuro dell’universo

L'Italia vi partecipa con un ruolo di primo piano

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Spazio: ok a Euclid, missione per scoprire il lato oscuro dell’universo
ROMA. L'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha approvato la realizzazione della missione Euclid, destinata a studiare "l'Universo oscuro", ossia gli aspetti ancora ignoti legati alla natura e al comportamento di materia oscura ed energia oscura.

E' una missione nella quale l'Italia ha un ruolo di primo piano. Il satellite, il cui lancio è previsto nel 2020, traccerà la distribuzione dell'energia oscura e materia oscura, le componenti misteriose dell'universo che lo occuperebbero rispettivamente per il 70% e il 25%.
L'Italia è insieme alla Francia, uno dei due partner maggiori e vi partecipa con il finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), gli osservatori Astronomici di Bologna, Brera, Padova, Roma, Torino e Trieste e a numerose università (principalmente quelle di Bologna, Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata, università di Trieste, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste).
L'Italia si occuperà soprattutto della realizzazione dei sottosistemi dei due strumenti di bordo, lo strumento per fotometria e spettroscopia nel vicino infrarosso (Nisp) e lo strumento per immagini nel visibile (Vis) e avrà la responsabilità del segmento di Terra. Quella appena approvata dal Comitato scientifico dell'Esa per la selezione dei programmi è la fase finale della selezione di Euclid, che dalla fase di studio passa a quella di realizzazione nell'ambito del programma 'Cosmic Vision' dell'Esa. La partecipazione a questo programma «é l'impegno maggiore dell'Asi per i prossimi anni nel settore dell'esplorazione e osservazione dell'Universo», rileva la responsabile per l'Esplorazione e l'sservazione dell'Universo dell'Asi, Barbara Negri.
Tutte le missioni finora selezionate (Solar Orbiter, Euclid e Juice) prevedono ruoli importanti per l'Italia, che la comunità scientifica e industriale nazionale ha conquistato grazie all'esperienza acquisita in precedenti programmi spaziali, ha aggiunto. «Il contributo dell'Italia ai due strumenti, con la responsabilità sull'elettronica e il software di bordo, sarà fondamentale per il successo della missione», osservano Luca Valenziano, dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica di Bologna dell'Inaf e responsabile del contributo italiano allo strumento Nisp, e Anna Di Giorgio, dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell'Inaf, responsabile del contributo italiano allo strumento Vis.