LA SENTENZA

Diritto d’autore e pc: «se ricostruisco il codice sorgente non violo la legge»

La Corte di Giustizia Ue limita il diritto d’autore

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4861

Diritto d’autore e pc: «se ricostruisco il codice sorgente non violo la legge»
LUSSEMBURGO. Può succedere che un appassionato di informatica acquisti la licenza di un programma per computer.

Poi lo studi per un periodo prolungato ed arrivi a trovare il suo codice sorgente (le chiavi del sistema) riuscendo a migliorare le funzionalità del programma o a crearne uno nuovo.
In questo caso può il creatore del programma denunciare il nostro appassionato informatico? Può rivendicare il suo diritto d’autore sul programma?
Per la Corte Di Giustizia Europea, no.
«Colui che acquista la licenza di un programma ha, in linea di principio, il diritto di osservarne, studiarne o sperimentarne il funzionamento al fine di determinare le idee e i principi che sono alla base di tale programma». E’ il parere della Corte chiamata a pronunciarsi sul contenzioso della Sas contro la World Programming Ltd.
La società Sas Institute Inc. ha sviluppato il “Sistema Sas”, un insieme integrato di programmi che consente agli utenti di effettuare operazioni di elaborazione e di analisi di dati, in particolare analisi statistiche. Il componente centrale del Sistema Sas è denominato Base Sas. Esso permette agli utenti di scrivere ed eseguire applicazioni (dette altresì «script») scritte nel linguaggio di programmazione Sas.
Un bel giorno succede che la società World Programming Ltd (WPL) scopre  un software in grado di eseguire applicazioni scritte in linguaggio Sas e cerca di creare  il World Programming System (WPS). Questo sistema utilizza molte delle funzionalità dei moduli Sas in particolare sfrutta i medesimi input (dati inseriti nel sistema) che generano gli stessi output (dati in uscita).
Per creare questo programma la società WPL ha legalmente acquistato copie della versione per l’apprendimento del sistema Sas, fornite su licenza. La WPL ha utilizzato e studiato tutti i programmi per comprenderne il funzionamento, senza copiarne il codice ma scoprendolo nell’ambito delle ricerche.
Il Sas Institute ha trascinato la società dinanzi alla High Court of Justice (Regno Unito) dichiarando che la WPL ha deliberatamente copiato i manuali e i moduli del sistema Sas, violando i relativi diritti d’autore e i termini della licenza della versione per l’apprendimento.
Per i giudici europei non è stato commesso alcun reato perchè il diritto d’autore si estende a tutte le forme di espressione della creazione intellettuale propria dell’autore di un programma per elaboratore e non alle idee ed ai principi alla base del programma.
 In particolare la Corte considera che «le parole chiave, la sintassi, i comandi e le combinazioni di comandi, le opzioni, i valori di default, le iterazioni sono composti da parole, cifre o concetti matematici che, considerati isolatamente, non sono una creazione intellettuale dell'autore di tale programma e quindi non soggetti al diritto d’autore».
È solo attraverso la scelta, la disposizione e la combinazione di tali parole, di tali cifre o di tali concetti matematici che l’autore esprime il proprio spirito creativo in maniera originale.
Diverso sarebbe, secondo la Corte, se la società avesse copiato direttamente il codice sorgente e ci fosse prova di ciò. In questo caso, dalle spiegazioni del giudice della High Court,  risulta che la WPL non ha avuto accesso al codice sorgente del programma del Sas Institute e non ha effettuato una decompilazione del codice oggetto di detto programma.
«È solo grazie all'osservazione, allo studio e alla sperimentazione del comportamento del programma del Sas Institute», conclude il Tribunale Comunitario, «che la WPL ha riprodotto la funzionalità di detto programma utilizzando il medesimo linguaggio di programmazione e il medesimo formato di file di dati».
Marirosa Barbieri