LA STORIA

E’ morto il papà del Commodore 64

Jack Tramiel morto domenica scorsa

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

5791

E’ morto il papà del Commodore 64
SILICON VALLEY. Jack Tramiel, il creatore del Commodore 64 è morto domenica all'età di 83 anni. La notizia è stata confermata dal figlio Leonard. Tramiel, nato da immigrati ebrei-polacchi, sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz, che si trasferirono negli Usa alla fine degli anni '40 dello scorso secolo, iniziò la sua carriera lavorando alla manutenzione delle macchine da scrivere dell'esercito americano.

In seguito, Tramiel mise su una ditta di macchine da scrivere, la Commodore International, che si trasformò successivamente in società di computer, trasferendosi nella Silicon Valley. Agli inizi degli anni '80, la Commodore sfornò il C64, il modello di computer che divenne il più popolare e venduto negli Usa e in molti altri paesi del mondo.
Tramiel dovette poi lasciare la Commodore, per una vertenza tra azionisti e si trasferì alla Atari, dove continuò a lanciare pc e prodotti destinati ai giochi informatici leader del mercato, in diretta e agguerrita concorrenza con la "sua" Commodore.

TUTTO INIZIO’ CON LE CALCOLATRICI
Alla fine degli anni sessanta i giapponesi cominciarono a costruire calcolatrici meccaniche a basso costo, portando via fette di mercato alla Commodore. L’investitore Irving Gould convinse Tramiel ad un viaggio direttamente in Giappone per scoprire il modo di competere con loro ma, durante la sua visita, vide che i costruttori asiatici stavano spostando il proprio interesse verso le calcolatrici elettroniche e che, quindi, le calcolatrici meccaniche avevano ormai fatto il loro tempo.
Al rientro dal viaggio in Giappone, Tramiel iniziò nel 1970 a lavorare anch'egli sulle calcolatrici elettroniche e, agli inizi degli anni settanta, la Commodore diventò un grande produttore di calcolatrici basate sui chip di Texas Instruments. Nel 1975 anche Texas Instruments entrò nel mercato delle calcolatrici a basso prezzo, tagliando fuori molti concorrenti, compresa la società di Tramiel, che vide precipitare i suoi utili passando dai 60 milioni di dollari di fatturato dei precedenti anni ai 5 milioni di perdita di quell'anno.
Essendo essenzialmente un assemblatore, la Commodore non poteva competere con i prezzi praticati da chi, come la Texas Instruments, produceva in proprio ogni componente delle calcolatrici. Tramiel si mise quindi alla ricerca di un produttore di chip, grazie anche alla nuova iniezione di fondi di Gould, che versò nelle casse della Commodore 3 milioni di dollari. La scelta ricadde su MOS Technology, una piccola compagnia della Pennsylvania che versava in problemi finanziari. MOS fu acquistata nell'ottobre del 1976 per 800.000 dollari, diventando parte della Commodore. Furono acquistate anche la Frontier, un produttore di chip CMOS di Los Angeles, e MDSA, un produttore di display LCD.

GLI HOME COMPUTER
Uno degli ingegneri impiegati alla MOS era Chuck Peddle, l'uomo che progettò il chip 6502 Peddle convinse Tramiel che le calcolatrici erano prodotti che avevano fatto il loro tempo e che i computer avrebbero preso il loro posto. MOS Technology aveva infatti prodotto l'anno precedente il MOS KIM-1, essenzialmente una scheda madre di test per aiutare gli sviluppatori che utilizzavano il MOS 6502. Questo prototipo di computer, venduto a 245 dollari, aveva però riscosso un successo superiore alle aspettative, venendo comprato anche da semplici amatori.
Tramiel vide le potenzialità di questo nuovo mercato e dette il via libera a Peddle per la realizzazione di un home computer derivante dal KIM-1. Peddle studiò quindi una macchina basata su quel prototipo, a cui aggiunse un chip video per la visualizzazione dei dati su monitor, 4 KB di RAM, un interprete BASIC della Microsoft, ed assemblò il tutto in un case che includeva lo stesso monitor, una tastiera ed un registratore a cassette. Nacque così il Commodore PET, venduto ad un prezzo di 599 dollari. Il PET fu presentato a gennaio del 1977 nella catena di negozi Radio Shack, nella previsione che fosse venduto anche lì, e poi alle successive fiere West Coast Computer Faire e Chicago Consumer Electronics Show. In quell'anno furono presentati anche altri home computer quali l'Atari II o il TRS-80, ma la Commodore ebbe il grosso vantaggio di riuscire a distribuire il PET a livello mondiale nel giro di pochi mesi. Il PET fu un successo soprattutto in ambito didattico grazie al fatto che incorporava tutto il necessario per funzionare: una tastiera per immettere i dati, un monitor per vedere i risultati, un registratore per salvare i programmi.
Ma mentre i prezzi calavano i clienti si accorsero che il monitor monocromatico del PET (testo verde su sfondo nero) non era il massimo visti anche i colori disponibili sulle offerte dalla concorrenza, come l'Apple II o l'Atari 800, che potevano addirittura essere collegati ad un comune televisore come sostituto economico di un monitor dedicato. La Commodore rispose nel 1980 presentando il Commodore VIC-20, un computer dotato di un nuovo chip grafico con un supporto elementare ai colori che ebbe un grande successo. Nel 1982 nacque il Commodore 64, il computer più diffuso di tutti i tempi, con 30 milioni di unità vendute. Nel 1984 i ricavi delle sue vendite superarono il miliardo di dollari.
Fu durante quel periodo d'oro per la Commodore che Tramiel coniò la sua famosa frase "Dobbiamo costruire computer per le masse, non per le classi" (We need to build computers for the masses, not the classes).