MONDO

Usa, taglia da 10 mln di dollari per il mandante degli attentati Mumbai

E i rapporti con il Pakistan si incrinano

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1678

Usa, taglia da 10 mln di dollari per il mandante degli attentati Mumbai
PAKISTAN. Una taglia da 10 mln di dollari. E’ la cifra che il governo americano è disposto a sborsare per catturare Hafiz Saeed, fondatore del gruppo militante pakistano Lashkar-e-Taiba e mandante degli attentati di Mumbai nel 2008, in cui persero la vita 166 persone (tra cui sei cittadini americani).

L’offerta (inferiore solo a quella di 25 milioni di dollari per la cattura di Ayman al-Zawahiri, numero uno di al-Qaeda) è stata pubblicata sul sito web governativo Rewards for justice, che fa parte della pagina del dipartimento della Giustizia.
Le autorità statunitensi hanno offerto anche due milioni di dollari per il vice di Saeed, Hafiz Abdul Rahman Makki.
Massima soddisfazione espressa dal Governo indiano. Il Ministro degli Affari esteri indiano S.M. Krishna ha accolto con favore l'annuncio degli Stati Uniti e si è reso disponibile per una cooperazione. «La decisione riflette l'impegno di India e Stati Uniti» ha dichiarato, «di portare i responsabili dell'attacco terroristico a Mumbai alla giustizia».
Il gruppo Lashkar-e-Taiba è stato fondato negli anni '90 grazie all'aiuto dell'agenzia di intelligence pakistana contro l’India per il controllo del territorio conteso del Kashmir. In seguito alle sollecitazioni degli Stati Uniti, Islamabad ha poi dichiarato illegale l'organizzazione militante nel 2002. Una condanna di facciata visto che il governo pakistano non ha fatto abbastanza per fermare gli attacchi del gruppo. Saeed infatti ha operato con il benestare del governo nel Paese, tenendo discorsi pubblici e partecipando a talk show televisivi occupandosi di associazioni benefiche e sfruttando le calamità nazionali come opportunità di raccolta fondi.
Saeed rappresenta per il Pakistan un’arma per contenere le pressioni della vicina India in particolare nel Kashmir. Nel suo Paese l’uomo è noto come ex professore di arabo e di ingegneria dedito ad un piano fondamentalista in alcune parti dell'India e del Pakistan.
La presa di posizione Usa rischia di acuire il rapporto già teso nei rapporti con il Pakistan dovuto al raid al confine con l'Afghanistan lo scorso novembre nel quale sono morti 26 soldati pakistani.
Il Pakistan ha chiesto la fine degli attacchi aerei con droni nel Paese ed ha invitato gli Stati Uniti a scusarsi per l’attacco.