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Droni americani fanno il pieno di nucleare: è giallo sulla sperimentazione

Un nuovo progetto avvolto da qualche dubbio

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Droni americani fanno il pieno di nucleare: è giallo sulla sperimentazione
USA. Sospesi in volo per mesi senza fare rifornimenti e con una capacità di gran lunga superiore.

Si tratta del progetto per i nuovo droni (aerei spia usati nelle operazioni militari) sviluppato dalla Sandia National Laboratories e l'agenzia di sviluppo Northrop Grumman.
Grazie al combustibile nucleare, il mezzo potrebbe contare su un’autonomia che va da giorni a mesi. L’idea non ha fatto fare i salti di gioia a gran parte dell’opinione pubblica preoccupata per le conseguenze di questa nuova trovata. E’ giallo, intanto, sulla sperimentazione; la Sandia nega qualsiasi tipo di test ma un documento la smentisce.
Il team di ricerca pensa che i droni nucleari siano in grado di fornire più informazioni di intelligence rispetto alle altre tecnologie ed una riduzione dei costi dei sistemi di supporto e dei pericoli grazie al fatto che non hanno bisogno di fare scalo per forniture di carburante in aree remote e pericolose.
I velivoli usati attualmente, invece, come il MQ-9 Reaper, impiegato in Afghanistan e in Pakistan in operazioni contro i ribelli, utilizzano quasi due tonnellate di combustibile e possono rimanere in aria per circa 42 ore, o solo 14 ore con pieno carico di munizioni.
I dubbi sulla nuova tecnologia sono tanti. Chi assicura la resistenza e la sicurezza del mezzo?, si sono chiesti in molti. Secondo Chris Coles della Drone Wars UK, che si batte contro il crescente impiego di droni sia per scopi militari e civili, i velivoli in questione sono già soggetti a frequenti incidenti e schianti e possono facilmente cadere nelle mani dei nemici. «Immaginate cosa accadrebbe», ha detto, «se i terroristi si trovassero tra le mani questi nuovi mezzi ed emulassero la tecnologia di un drone che sfrutta energia nucleare».
Al momento la Sandia ha confermato che lo studio del progetto è terminato ed ha negato l’inizio della fase di sperimentazione. Sembrerebbe, invece, che un iniziale test sia stato avviato.
Secondo un report  pubblicato dalla Federation of American Scientists, la Sandia avrebbe utilizzato computer speciali per testare i concetti dello studio.

m.b.