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La Cina vende all’Iran tecnologia di spionaggio: cittadini sotto controllo

I pezzi provengono dal mercato Usa?

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La Cina vende all’Iran tecnologia di spionaggio: cittadini sotto controllo
IRAN. E’ giallo per metà sullo Zte, un software sofisticato utilizzato dall’Iran ed in grado di intercettare e monitorare i flussi di informazioni e-mail, messaggi dei cittadini. Un modo ancora più facile per rintracciare dissidenti e rivoltosi.

La compagnia cinese Zte (da cui deriva il nome del software) avrebbe venduto la tecnologia a Teheran che non avrebbe aspettato a metterla in uso.
E’ quanto viene fuori dall’inchiesta condotta dall’Agenzia stampa Reuters.
Ma sembrerebbe (e questo è ancora da accertare) che i pezzi (hardware) portino il marchio di importanti aziende informatiche Usa e che quindi gli Stati Uniti fossero a conoscenza della compravendita.
Dalla Cina ed Iran un no comment sui fatti mentre gli Usa non negano, né confermano

IL SISTEMA SPIA
Il sistema è parte di un accordo firmato nel dicembre 2010 di 98.6 milioni euro (130.6 milioni di dollari) tra la ZTE Corp e l’azienda TCI iraniana.
E’ Mahmoud Tadjallimehr, project manager nel campo delle telecomunicazioni in Iran a spiegare il funzionamento di questo sistema spia implementato dai cinesi e venduto all’Iran.
Tadjallimehr che ha lavorato per numerose compagnie cinesi ed europee ha definite lo Zte «uno dei più grandi e precisi sistemi di controllo che abbia mai visto in grado di monitorare i cittadini ».
Tra le sue funzioni ci sono: la localizzazione degli utenti, l’intercettazione delle voci, degli sms, delle e-mails, delle conversazioni chat, dell’accesso al Web. Un sistema che cntra nella vita di una persona a 360 gradi.
Le 907 pagine che illustrano il software dicono anche che gli hardware di Zte provengono dalle più grandi compagnie informatiche Usa (Microsoft Corp, Hewlett-Packard Co, Oracle Corp, Cisco Systems Inc, Dell Inc, Juniper Networks Inc and Symantec Corp).

GLI USA FANNO SPALLUCCE, CINA ED IRAN: NO COMMENT
Sul sistema la Cina e l’Iran non si sbottonano e liquidano l’agenzia Reuters con un secco no comment.
Li Erjian, portavoce della ZTE, ha rifiutato di sottoporsi a qualsiasi domanda scrivendo una e-mail dal contenuto chiaro e preciso: «non abbiamo alcuna intenzione di parlare del rapporto con l’Iran».
Anche i partners di Teheran sono stati ermetici non rispondendo e facendosi negare.
Il Dipartimento del Tesoro Usa, così come le compagnie tirate in causa hanno invece precisato che è quasi improbabile che tecnologia Usa sia volata in Cina per poi essere esportata e venduta in Iran visto che «sono previste pesanti sanzioni per aziende ed imprese che esportino prodotti in Iran ed i controlli sono stringenti». C’è dunque da fidarsi in parola.

LE NON MISURE DELL’UE
L’Unione Europea ha fatto un passo indietro ed anche se, fa sapere Reuters, lo scorso mese ha raggiunto un accordo per impedire che le autorità iraniane monitorino i cittadini con sistemi spia ad oggi non ha intrapreso nessuna decisione concreta.
Le relazioni commerciali tra Cina ed Iran vanno avanti a gonfie vele. La Cina, ha scritto Reuters, è il più grande partner commerciale dell’Iran con un business (tra le due potenze) che ha sfiorato i 45 miliardi di dollari lo scorso anno.

Marirosa Barbieri