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Obama visita la terra degli ufo. Trivelle ed alieni sulla bocca di Mr. President

E scherza…«Vengo in pace»

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Obama visita la terra degli ufo. Trivelle ed alieni sulla bocca di Mr. President
ROSWELL. Una visita presidenziale come tante se non fosse per la destinazione: la terra degli alienis.

Così l’inquilino della Casa Bianca, Barack Obama, è atterrato a bordo del suo volo presidenziale, oggi, a Roswell, in New Mexico cittadina divenuta famosa nel 1947 per un presunto schianto di un ufo. Il presidente si è prestato per qualche secondo ai flash dei fotografi sfoggiando un sorriso ed il suo solito sense of humor.
Sono venuto in pace, ha esordito, usando la battuta del film Toy Story per ironizzare sulla sua visita alla città degli alieni e poi è passato a temi più importanti come la questione degli oil fields (raffinerie di petrolio).

SILENZIO SIDERALE SUGLI UFO
Barack Obama non si è sbottonato sul reale passaggio degli extraterrestri. Ha puntato sullo scherzo rassicurando agli abitanti di Roswell che il loro segreto con lui è al sicuro.
«Vi dico, ci sono un sacco di bambini di 10 anni che mi chiedono Sei mai stato a Roswell?», ha detto, «o, “è vero quel che dicono?”. E io gli rispondo: “se te lo dicessi, poi ti dovrei uccidere”. E gli vengono gli occhioni. Perciò i nostri segreti rimarranno qui. Non so se gli alieni abbiano fatto un viaggio come il mio per arrivare sin qui».
Il 3 luglio 1947 un oggetto non identificato si schiantò nei pressi della cittadina di Roswell nel New Mexico. Fu il proprietario di un ranch William Ware Mac Brazel a rinvenire pezzi metallici nella sua proprietà e ad allertare la polizia locale. Si rincorsero voci sulla possibilità che i relitti trovati fossero di natura extraterrestre ma l’FBI smentì tutto. In un comunicato stampa il 9 luglio la polizia federale affermò che l’incidente era dovuto all’esplosione di una palla sonda, un sistema di sorveglianza teso a controllare attività sovietiche in campo nucleare. Da allora non solo la polizia federale dichiarò l’episodio archiviato ma affermò il suo totale disinteresse alla vicenda. Solo inseguito il federal Bureau cominciò ad indagare e ad oggi i dubbi restano sul piatto.
Ma il presidente non è andato in Nuovo Messico per parlare di alieni ma dell’oro nero e dei giacimenti presenti a iosa.
«Produrre più petrolio nel nostro paese», ha dichiarato, «è stato finora, e continuerà ad essere, una parte fondamentale della nostra strategia energetica. Abbiamo quadruplicato il numero di pozzi operativi, siamo a livelli record. Più del 70% di quei pozzi sono in quest’area; infatti, gli affari vanno così bene che il principale problema è trovare abbastanza autisti per trasportare tutto il petrolio che esce da questi pozzi fino alle raffinerie».
Parole confermate da Steve Henke, presidente del New Mexico Oil and Gas Association che si è detto sorpreso della visita di Mr President ed ha espresso ottimismo per l’iniziativa e l’impegno di Obama. «I am cautiously optimistic that he is going to bring good news», ha dichiarato.