COPYRIGHT

Diritto d’autore e musica: gli alberghi devono pagare, gli studi professionali no

Due sentenze della Corte europea di oggi chiariscono alcuni aspetti controversi

Redazione Pdn

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Diritto d’autore e musica: gli alberghi devono pagare, gli studi professionali no
BRUXELLES. Il titolare di un’attività privata (albergo, ristorante) che diffonde musica o programmi tv per i suoi clienti è tenuto a pagare i diritti per la riproduzione del materiale soggetto a copyright?

Dipende. In Irlanda una recente sentenza della Corte di Giustizia ha detto sì ma in alcuni Paesi (come l’Italia) si registra una tendenza opposta. Il diritto dell’Unione impone agli Stati membri di garantire un diritto ad una remunerazione equa e unica dei produttori di fonogrammi, pubblicati a scopi commerciali o di una qualsiasi comunicazione al pubblico.
Nel Bel Paese la Corte d’appello di Torino ha stabilito che un dentista, tirato in causa dalla Società Consortile Fonografici non debba pagare i diritti per aver diffuso gratuitamente programmi radio nel suo studio odontoiatrico privato. La società Consortile ha intrapreso trattative con l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, volte alla stipula di un accordo collettivo per quantificare un equo compenso per ogni «comunicazione al pubblico» di fonogrammi, inclusa quella effettuata presso studi professionali privati.
Alla base della pronuncia il fatto che il dentista non ha effettuato una «comunicazione al pubblico» visto che la pluralità di persone/clienti è scarsamente consistente ed una diffusione del genere, infine, non riveste carattere lucrativo (cioè non porta vantaggi economici)».

PAESE IN CUI VAI USANZA CHE TROVI?
Di tutt’altro avviso la sentenza emessa dalla Corte di giustizia irlandese chiamata a decidere sulla controversia tra la Phonographic Performance (Ireland) Limited («PPL») una società di gestione collettiva che rappresenta i diritti dei produttori di fonogrammi sulle registrazioni sonore o i fonogrammi in Irlanda e lo Stato irlandese. La Corte ha stabilito che il gestore di un albergo che diffonde fonogrammi nelle camere è tenuto al versamento di un'equa remunerazione ai produttori perché riproduce suoni, immagini per un pubblico traendone anche benefici economici (attira la clientela e potenziali introiti).
«La diffusione via radio di fonogrammi», è precisato nella sentenza, «da parte del gestore di un albergo ha carattere lucrativo. Difatti la sua azione, diretta a procurare accesso all’opera radiodiffusa ai suoi clienti, costituisce una prestazione di servizi supplementare fornita al fine di trarne un certo utile, nella misura in cui l’offerta di questo servizio influisce sulla categoria dell’albergo e quindi sul prezzo delle camere. Essa è inoltre idonea ad attirare ulteriori clienti interessati a tale servizio supplementare».