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Siria, strappano capelli e poi crocifiggono. La tortura di Assad non si ferma

Un calvario infinito, sono 30 i metodi di sevizie

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Siria, strappano capelli e poi crocifiggono. La tortura di Assad non si ferma
SIRIA. “Qualcuno” ha deciso che la violenza deve continuare. In Siria anche questo è un giorno di ordinaria tortura. Il report di Amnesty International ha descritto una per una le violenze e gli abusi subiti dalla gente ad una anno dalla primavera araba.
Una vera e propria black list in cui non manca nulla. Sono 31 i metodi di sevizie, secondo Amnesty e riportati dal corrispondente della BBC's world Allan Little. Si va da quelle “classiche” a quelle meno note e frutto di un sadismo inenarrabile.
Si parla di bastonate inferte su tutto il corpo, capelli strappati, sigarette spente sul viso, calpestamento fino alla crocifissione.
Molti civili vengono appesi a testa in giù o costretti a stress position (posizioni di stress per ore, giorni, mesi). Altri vengono sottoposti ad ispezione anale forzata, o costretti ad assistere a brutali violenze sessuali, all’ elettroshock, alla sedia elettrica.
I miliziani di Assad, poi insultano e minacciano i civili di torturare i parenti e li strozzano con del sale inserito nella bocca.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani, ogni giorno parla di episodi di violenza e le Nazioni Unite stimano che almeno 6.000 persone sono morte da quando le rivolte sono iniziate quasi un anno fa; ma il Consiglio di Sicurezza dell’Onu bloccato dal veto opposto da Cina e Russia, non fa altro che stigmatizzare a parole la carneficina.
E lui, il presidente Assad da un lato sfoggia sorrisi rassicurazioni e promesse di pace (l’ultima al presidente degli esteri russo in visita a Damasco), dall’altra assolda cecchini, pianifica una feroce campagna di distruzione destinata a spazzare via l'opposizione.
E’ lui che ha deciso: the violence must go on .