GIORNALISMO

86 giornalisti uccisi in missione: 2011 di sangue

L’indagine del Comitato per la protezione dei giornalisti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3049

86 giornalisti uccisi in missione: 2011 di sangue
NEW YORK. 46 giornalisti uccisi per cause note, 5 operatori tv caduti nel braccio della morte, 35 ancora da verificare.

E’ il bilancio dei cronisti morti in missione nel 2011 http://cpj.org/killed/2011/ , redatto dal Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) di New York.
Il Pakistan si conferma il Paese più pericoloso per i reporter (7 casi), seguito da Iraq (5), Libia (5),Messico (3), Somalia(3), Siria (3), Egitto (3), Filippine (3) , Yemen (3), Brasile (3), Afghanistan (3),Bahrein (3) , seguono la Russia (1), Nigeria (1), Tailandia (1), Perù (1), Tunisia (1), Costa D’Avorio (1), Panama (1), Repubblica Domenicana (1).
21 dei 46 giornalisti sono stati vittime di agguati o assalti, 7 uccisi in combattimenti a fuoco, 18 morti per inchieste pericolose.
Il Comitato sta investigando su altri 35 giornalisti deceduti nel 2011 (la maggior parte tra Pakistan, Messico e Brasile) e che potrebbero aver perso la vita per motivi connessi al loro lavoro.

MORTI SUL CAMPO
Dall’indagine del Comitato vengono fuori 46 morti accertati. Si tratta di freelance, inviati Tv, radio, giornali, corrispondenti locali ed esteri. Il Pakistan è la terra che ha raccolto più sangue.
I cronisti che hanno perso la vita morti tra gennaio e dicembre 2011 sono: Basil al-Sayed, Abdisalan Sheikh Hassan, Gadzhimurad Kamalov, Rafiq Tagi, Ferzat Jarban, Gelson Domingos da Silva, Darío Fernández Jaén, Javed Naseer Rind,Zakariya Isa, Wael Mikhael, Faisal Qureshi, Maria Elizabeth Macías Castro, Phamon Phonphanit, Hassan al-Wadhaf, Farhad Taqaddosi, Hadi al-Mahdi, Pedro Alfonso Flores Silva, Noramfaizul Mohd, José Agustín Silvestre de los Santos, Ahmad Omaid Khpalwak, Alwan al-Ghorabi, Shafiullah Khan, Edinaldo Filgueira, Romeo Olea, Asfandyar Khan, Saleem Shahzad, Nasrullah Khan Afridi, Sylvain Gagnetau Lago, Chris Hondros, Tim Hetherington, Karim Fakhrawi, Zakariya Rashid Hassan al-Ashiri, Anton Hammerl, Sabah al-Bazi, Muammar Khadir Abdelwahad, Luis Emanuel Ruiz Carrillo, Mohammed al-Nabbous, Jamal al-Sharaabi, Ali Hassan al-Jaber, Noel López Olguín, Mohamed al-Hamdani, Ahmad Mohamed Mahmoud, Le Hoang Hung, Gerardo Ortega, Lucas Mebrouk Dolega, Wali Khan Babar.

5 CAMERAMEN
Un 2011 di sangue anche per i cameramen al seguito dei giornalisti. 5 operatori tv hanno trovato la morte in Yemen, Somalia, Libia, Messico e Costa D’Avorio.
Si tratta di Fuad al-Shamri di Al-Saeeda TV, Farah Hassan Sahal di Radio Simba, Mohamed Shaglouf freelance, Marcel Legré di La Refondation, Rodolfo Ochoa Moreno del Grupo Multimedios Laguna.

35 MORTI SENZA PERCHE’
La Cpj sta investigando su altri 35 giornalisti morti tra febbraio e dicembre 2011 e che potrebbero aver perso la vita per motivi connessi al loro lavoro. La maggior parte è deceduta in Pakistan (4) in in Messico (4), in Brasile (4), nelle Filippine (3), in Iraq (1), il resto tra Venezuela, Guatemala, Honduras, Cina, Bolivia, India.
Si tratta di Luz Marina Paz Villalobos, Charles Ingabire, Roy Bagtikan Gallego, Li Xiang, José Oquendo Reyes, Valderlei Canuto Leandro, Humberto Millán Salazar, Niel Jimena Muneer Shakir, Yolanda Ordaz de la Cruz, Auro Ida, Olhar Direto, Nery Geremías Orellana, Luis Eduardo Gómez, Witness-Patchelly Kambale Musonia, Misael López Solana, Miguel Ángel López Velasco, Ibrahim Foday, Jyotirmoy Dey, Luis Ernesto Mendoza Cerrato, Yensi Roberto Ordoñez Galdámez, Wilfred Iván Ojeda, Héctor Francisco Medina Polanco, Valério Nascimento, Julio Castillo Narváez, Alfredo Antonio Hurtado, David Niño de Guzmán, Luciano Leitão Pedrosa, Zaman Ibrahim, Maria Len Flores Somera, Merardo Alejandro Romero Chávez, Umesh Rajput, Abdost Rind, Hilal al-Ahmadi, Ilyas Nizzar.