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Siria nel sangue, la gente: «Per amor di Dio, è troppo»

La repressione di Assad. Decine di morti

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Siria nel sangue, la gente: «Per amor di Dio, è troppo»
SIRIA. Una bambina dal volto sfigurato e bendato. E’ il volto della Siria di questi tempi, i tempi di Assad.

Le immagini, i video parlano di un Paese nel sangue, alle prese con la carneficina. Le forze lealiste di Assad massacrano i civili che chiedono riforme, democrazia, pace ormai da tempo.
Risale ad oggi l’ultimo blitz degli shabbiha (miliziani di Assad) contro i civili dissidenti, contro la sua gente. Le forze leali al presidente Bashar al-Assad oggi hanno ucciso almeno 47 civili entrando a Homs: hanno sparato razzi e colpi di mortaio per sottomettere i quartieri cuore dell'opposizione.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani dice che i miliziani hanno ucciso almeno 20 civili facendo irruzione nelle abitazioni.
Gli attacchi su Homs nel centro della Siria proseguono inarrestabili. Da un lato il presidente sfoggia sorrisi rassicurazioni e promesse di pace (l’ultima al presidente degli esteri russo in visita a Damasco), dall’altra assolda cecchini, pianifica una feroce campagna di distruzione destinata a spazzare via l'opposizione. Il fiume di sangue scorre sotto gli occhi dell’occidente. Le Nazioni Unite stimano che almeno 6.000 persone sono morte da quando la violenza ha iniziato quasi un anno fa ma il Consiglio di Sicurezza dell’Onu bloccato dal veto opposto da Cina e Russia, non fa altro che stigmatizzare a parole la carneficina.

«PER AMORE DI DIO QUESTO E’TROPPO»
«It's too much, For God's sake, this is too much».
E’ il grido disperato di Danny, un attivista siriano ai microfoni della Cnn, «il sangue, scorre come l’acqua».
Denny racconta di cose orribili «che non ha mai visto in tutta la sua vita». Bambini in ospedale, un ragazzino con la sua mascella rotta.Un altro bambino morto e la sorellina di 6 anni che ha perso l'occhio sinistro, la loro mamma in terapia intensiva.
«Hanno colpito uno dei nostri ospedali da campo ieri», racconta, «i medici sono morti, i pazienti sono morti. I cecchini e carri armati delle forze armate siriane si aggirano nei quartieri. Homs non è l'unico obiettivo. Le truppe hanno fatto irruzione Daraa nel mese di aprile, poco dopo la prima rivolta. Hanno sparato indiscriminatamente persino nelle case. Un numero significativo di morti sono stati segnalati anche a Damasco e la sua periferia. E’ troppo», conclude Denny, «per l'amor di Dio, questo è troppo».