PARIGI

Protesi al seno a rischio, arrestato il fondatore. «Sapevo che il gel non era buono»

Arrestato anche il braccio destro di Mas. L’ex patron di Pip vendeva salsicce

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Protesi al seno a rischio, arrestato il fondatore. «Sapevo che il gel non era buono»
La polizia francese ha tratto in arresto Jean-Claude Mas fondatore della società Pip (Poly implants prosthesis) che fabbrica protesi al seno con silicone non conforme alle regole sanitarie.

PARIGI. La polizia francese ha tratto in arresto Jean-Claude Mas fondatore della società Pip (Poly implants prosthesis) che fabbrica protesi al seno con silicone non conforme alle regole sanitarie.
All’arrivo dei poliziotti Mas si trovava in casa della sua compagnia a Six-Fours nel sud della Francia, secondo quanto riportato dalla stampa.
La polizia ha proceduto anche all’arresto di Claude Couty, direttore della Pip e braccio destro di Mas alle 7 del mattino nella sua casa di Var. La notizia impazza sulla Une (prima pagina) di tutti i quotidiani francesi 
Le protesi al seno non sarebbero conformi alla certificazione presentata per ottenere il marchio della Comunità Europea e potrebbero essere responsabili di reazioni infiammatorie ai linfonodi ascellari. Sarebbero da 400. 000 a 500.000 le donne a cui sono state impiantate protesi Pip nel mondo. In Francia, sono stati registrati venti casi di cancro al seno in donne che si erano , senza un nesso di causalità stabilito, sottoposte all’impianto.


DUE PROCEDIMENTI GIUDIZIARI
Due i procedimenti giudiziari a carico di Mas per la vicenda protesi difettose, uno chiuso nel mese di ottobre, l’altro aperto  in dicembre dal procuratore di Marsiglia. Le indagini sono condotte dalla polizia della sezione di Ricerca e la Lotta contro i danni all'ambiente e alla salute pubblica.
Il caso di impianti difettosi dà luogo a due distinti procedimenti legali. La prima un’ indagine preliminare, chiusa nel mese di ottobre 2011. In questa fase l’ex patron dell’azienda Pip la cui azienda, con sede a La Seyne-sur-Mer nel Var è in fallimento dal 2010, ha ammesso che «le protesi al seno  erano realizzate con un gel in silicone non conforme alla certificazione» ma si è scrollato di dosso ogni tipo di responsabilità.
«Sapevo che questo gel non è stato certificato», dichiarava ad ottobre agli inquirenti, «ma non sapevo quali danni potesse comportare, era un gel più economico».
La seconda indagine, a carico di Mas, si apre nel dicembre 2011. Si tratta di  una indagine penale per omicidio e lesioni involontarie, assegnata alla divisione sanità del giudice Annaïck Le Goff di Marsiglia. In questo filone di indagine si inserisce l’arresto di Mas.

LE  PROTESI IN VIAGGIO PER  IL MONDO
E’ l’agenzia per la sicurezza sanitaria francese a  lanciare per prima  l'allarme per la scoperta di otto casi di tumore in donne che avevano impiantato quel tipo di protesi, anche se non esisteva una correlazione certa. Il ministero della Sanità francese, Xavier Bertrand, dispone subito «a titolo preventivo e senza carattere d'urgenza» il loro espianto, perché anche se non è provato che aumentino i rischi di cancro, le protesi Pip si rompono facilmente. Lo seguono anche altri Paesi.
A partire dall’ Italia dove, secondo le stime, sarebbero circa 4.300  le protesi Pip impiantate. Il Ministero della Salute emana un'ordinanza per censire tutte le pazienti operate a partire dal 2001 con le protesi francesi.
Più cauti gli altri Paesi come la Gran Bretagna. Il responsabile del settore medico, Sally Davies, non è intenzionato a rimuovere le protesi Pip alle 42.000 donne che le hanno impiantate in Inghilterra «perché attualmente non ci sono prove a supportarlo». In Belgio, l'agenzia sanitaria ordina esami clinici nei confronti delle donne portatrici di protesi. 


 LA CARRIERA DI MAS: «DALLE SALSICCE ALLE PROTESI MAMMARIE»
Il quotidiano francese Le Monde offre un ritratto provocatorio di Monsieur  Mas. Il giornale titola il pezzo: «Jean-Claude Mas, du saucisson aux prothèses» (Mas: dalle salsicce alle protesi mammarie) ripercorrendo la vita del personaggio, dai suoi esordi, al successo, alla bancarotta, fino al recente arresto.
«Barba sale e pepe, dinamico, un personaggio», lo descrive il quotidiano, «con un gusto spiccato per il gioco d'azzardo e delle invenzioni, come lui stesso dichiarò : “Sono un giocatore, ma sono soprattutto un vincente” (Je suis un joueur mais je suis un gagneur), ma è soprattutto un venditore».
Poi, Le Monde passa al setaccio la sua carriera. «Mas comincia vendendo vini, cognac e salsiccia negli anno’70 ed approda alle protesi mammarie dopo fortunati incontri ed eventi. Nel 1980 simpatizza con un chirurgo di Tolone che aveva incontrato. Si tratta di Henri Arion un professionista riconosciuto che  ha praticato già interventi di protesi mammarie. I due creano una società  la Simaplast che in seguito divenne Map. Nel 1991, alla morte di Henri Arion, vittima di un incidente aereo, Jean-Claude Mas fonda la Pip. La società si sviluppa, in particolare nel mercato latinoamericano ma dai primi anni del 2000 l'azienda comincia il declino.
Jean-Claude Mas allora mette a punto un nuovo tipo di protesi fatte con un idrogel, un prodotto che sembra silicone che consiste presumibilmente in una soluzione salina e un agente gelificante in conformità con i regolamenti. Nel 2005 e  2006 cominciano i primi reclami sul prodotto in Gran Bretagna. Nel 2006-2007, i primi allarmi dalla Francia, fino allo sprofondamento nel 2010 ed al fallimento della società culminate con le inchieste giudiziarie».
Marirosa Barbieri