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Egitto: anniversario della rivoluzione. Manifestanti in piazza contro lo stato di emergenza

ll maresciallo Hussein Tantawi assicura: «al nostro posto, dopo la transizione»

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Egitto: anniversario della rivoluzione. Manifestanti in piazza contro lo stato di emergenza
EGITTO. Una stato di emergenza cancellato per metà e decine di migliaia di manifestanti in piazza Tahrir contro il governo militare. L’Egitto affronta così l’anniversario della rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak.


EGITTO. Una stato di emergenza cancellato per metà e decine di migliaia di manifestanti in piazza Tahrir contro il governo militare. L’Egitto affronta così l’anniversario della rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak.
Il maresciallo Hussein Tantawi, a capo della giunta militare al potere a Il Cairo, ha annunciato che «saranno abolite parzialmente le leggi di emergenza, spiegando che però rimarranno applicabili per i crimini commessi da teppisti». Alla popolazione che chiede ai militari un dietro front, Tantawi ha assicurato che le forze armate ritorneranno al loro posto solo dopo la transizione.
Ma la gente non si accontenta. Da martedì notte, migliaia di manifestanti si sono riversati in piazza Tahrir, con tende e slogan contro il Consiglio Supremo delle Forze Armate (Scaf), che ha preso il potere nel febbraio scorso dopo che Mubarak si è dimesso. Le autorità hanno costruito enormi barricate di cemento intorno alla piazza per controllare la folla. La richiesta è una: la fine del governo militare al potere e dell’odiato stato di emergenza in vigore in Egitto dal 1981, quando venne assassinato l'allora presidente Anwar Sadat. Si tratta di una serie di misure che un governo adotta in caso di un pericolo imminente che minaccia la nazione. Alcune delle libertà fondamentali possono essere limitate, come ad esempio la libertà di movimento o la libertà di stampa, tanto da scatenare dissensi e rivolte. La fine dello stato di emergenza è una richiesta avanzata da sempre. Durante i suoi quasi 30 anni al potere, Mubarak aveva ripetutamente promesso di abolire il decreto ma non è riuscito a farlo.
«L'esercito egiziano ci ha ucciso a Tahrir e non ho paura a dirlo», grida un dimostrante Khaled Abdallah all'agenzia di stampa Reuters, «l'esercito e la polizia ci hanno tagliati fuori ma io vi dico che la voce della rivoluzione non sarà messa a tacere».
Il primo post-Mubarak ha portato un parlamento dominato dai partiti islamici. Il Partito della Libertà e Giustizia (FJP) dei Fratelli Musulmani, vietato sotto il signor Mubarak, oggi, detiene il maggior numero di posti a sedere. L’ex presidente Mubarak è attualmente sotto processo con l’accusa di aver ordinato l'uccisione di manifestanti nel corso dei disordini dello scorso anno.