EMERGENZA

Terremoto, ancora ordinanze di sgombero ed emergenza piena nel Teramano

Protezione civile al lavoro: in totale 16mila verifiche effettuate

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Terremoto, ancora ordinanze di sgombero ed emergenza piena nel Teramano

TERAMO. A seguito dei danni causati dal sisma dello scorso 30 ottobre, ieri il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha emanato 10 nuove ordinanze di sgombero, che hanno coinvolto altrettante famiglie a Fonte Baiano, viale Bovio e via Brodolini.

Una ordinanza ha riguardato una palazzina Ater di San Nicolo'. Oltre questo, sono state chiuse le Chiese di Castagneto, Colle Santa Maria e Villa Turri.

Delle 8 famiglie che si sono recate al Centro operativo comunale per la scelta della destinazione dopo lo sgombero, 5 hanno optato per l'autonoma sistemazione e 3 per le strutture ricettive, tra quelle convenzionate ed operanti a Teramo e quelle della costa.

Anche nei piccoli centri la situazione è ancora di piena emergenza per la gestione degli sfollati e centinaia di edifici inagibili o centri storici off limits.

Per esempio a Penna Sant'Andrea, sono iniziati solo da pochi giorni i primi lavori di messa in sicurezza mentre si registrano 60 sfollati e l’istituzione di una zona rossa nel centro storico, con la contestuale chiusura degli unici due esercizi commerciali e del tratto di Statale 81 che lo attraversa.

Ad oggi è stato ultimato il puntellamento del Palazzo Comunale, sede del C.O.C., oltre alla messa in sicurezza della facciata esterna della Chiesetta comunale ubicata all’intero del Cimitero.

Altri lavori riguardano un edificio antistante la Chiesa principale, il cui danneggiamento ha interessato anche un immobile attiguo.  

«Nonostante un centro storico attualmente in ginocchio e i numerosi disagi – ha commentato il Sindaco di Penna Sant’Andrea Severino Serrani - l’Amministrazione Comunale si sta impegnando per fornire soluzioni ai problemi creatisi e intendiamo fare il possibile per garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini. Ci siamo inoltre, attivati per chiedere una maggiore attenzione ai bisogni del territorio alle Istituzioni sia locali che centrali»

Intanto proseguono le verifiche di agibilità con procedura FAST (Fabbricati per l'Agibilità Sintetica post-Terremoto) sugli edifici privati attivata, dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre, nelle Regioni Umbria, Abruzzo, Marche e, da oggi, nel Lazio. Secondo i dati forniti dalle Regioni alla Di.coma.c., aggiornati al 29 novembre, spiega la Protezione Civile, le squadre di tecnici abilitati hanno effettuato complessivamente 16.212 verifiche su edifici privati: 7.049 in Umbria, 903 in Abruzzo e 8.260 nelle Marche. Gli edifici risultati agibili sono complessivamente 6.106 e 561 quelli che, pur non essendo danneggiati, risultano "non utilizzabili" per solo rischio esterno. Sono invece 5.618 gli esiti di "non utilizzabilità" per temporanea, parziale o totale inagibilità. Risultano invece 3.927 le verifiche al momento senza esito perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di immobili nei quali non è stato possibile accedere e che necessitano di ulteriori sopralluoghi.

In particolare nella Regione Umbria dalle 7.049 verifiche effettuate risultano 2.616 (oltre il 52%) edifici agibili, 246 "non utilizzabili" per solo rischio esterno mentre sono 2.147 (43% circa) gli esiti di "non utilizzabilità". Sono infine 2.040 gli edifici che, al momento, risultano senza esito.

Nella Regione Marche dalle 8.260 verifiche effettuate risultano 3.074 (47%) edifici agibili e 288 che, pur non essendo danneggiati, risultano "non utilizzabili" per solo rischio esterno. Sono invece 3.238 (49%) gli edifici "non utilizzabili" mentre 1.660 le verifiche senza esito. Nella Regione Abruzzo sono state effettuate 903 verifiche dalle quali sono risultati 416 (62%) edifici agibili, 27 "non utilizzabili" per solo rischio esterno e 233 "non utilizzabili". Sono invece 227 gli esiti non attribuiti.