LA LEGGE DIMENTICATA

Quattro avvocati concordi: «L’Aca non poteva rinnovare e modificare gli organi societari»

L’incredibile vicenda dei rinnovi abusivi degli organi societari della società che gestisce il servizio idrico

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Quattro avvocati concordi: «L’Aca non poteva rinnovare e modificare gli organi societari»
PESCARA. La questione appare così semplice da sembrare assurda. C’è una legge regionale del 2007 che impone il congelamento del settore idrico (la nomina di un commissario unico) in vista di una ristrutturazione globale ed impedisce alle società in house pubbliche di modificare o rinnovare gli organi societari (cda, presidente ecc).
L’Aca se ne è infischiata e nel 2008 ha nominato un primo cda e un presidente. Lo ha rinnovato nuovamente un anno dopo. Fra qualche giorno dovrebbe esserci il terzo rinnovo.
Ben prima del ricorso di Codici alla procura delle Repubblica, il tribunale civile di Pescara è stato interessato del problema delle presunta illegittimità degli organi amministrativi della società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato.
Infatti anche nel ricorso firmato dagli avvocati Matteo e Claudio Di Tonno, che rivendicano l’estromissione ‘abusiva’ di un membro del Cda nel 2004, si ritrovano la tesi che conduce ad una sola conclusione: «con il rinnovo del Consiglio di amministrazione si è data la stura a gravi illegittimità che sconfinano in un comportamento improntato ad illiceità».

L’ACA CHIEDE, GLI AVVOCATI RISPONDONO
L’errore ci può scappare e può capitare a tutti ma questa vicenda, invece, delineerebbe in maniera incontrovertibile una incredibile costanza e volontà nel perseverare nella illegittimità violando palesemente le norme.
Succede allora che la Regione nel 2007 con la legge numero 37 ha stabilito che «è inibito ai soggetti gestori del servizio idrico integrato di modificare o rinnovare la composizione dei propri organi societari».
Di leggi complicate l’Italia ne è piena ma questa potrebbe vincere il premio per la estrema chiarezza. Eppure all’Aca non hanno capito cosa volesse intendere la Regione. Così per schiarirsi le idee hanno chiesto non uno ma quattro pareri legali (che naturalmente sono stati pagati profumatamente) all’avvocato “in dotazione”, interno, al consulente legale e consigliere in uno dei comuni soci (avvocato Sergio Della Rocca), al professore universitario di Roma Tessarolo e all’Avvocatura regionale. Forse si è tentato di giocare la carta dei grandi numeri: della serie più giochi più vinci ma gli dice male.
Gli avvocati interpellati, dopo attenta lettura della norma, hanno concluso tutti per la stessa linea: la norma è chiara va rispettata e non si possono rinnovare gli organi societari.
I pareri sono articolati e compositi e per la prima volta li pubblichiamo integralmente a beneficio di tutti visto che sono rimasti secretati nei cassetti per anni.

2007. 4 PARERI CONTRARI: MEGLIO ANNULLARE IL RINNOVO DEL CDA
Alla lettura dei pareri per l’allora presidente Bruno Catena, per il vice Ezio Di Cristoforo e per tutta la compagnia è stata una delusione e si sono visti costretti ad annullare le assemblee già convocate del 20 dicembre 2007.
Naturalmente i pareri degli avvocati sono stati distribuiti ai soci e al Cda che ne ha preso visione: qualcuno li avrà commentati, magari sarà scappata qualche imprecazione ma bisognava per forza di cose accettarli. Non c’era altro da fare.
Così il boccone amaro venne inghiottito nel 2007.
Ad inizio 2008 nel frattempo è intervenuta la Finanziaria nazionale e così per guadagnare un po’ di consensi il precursore Catena ed i suoi hanno annunciato una “spending review” (non loro) con largo anticipo e hanno ridotto il cda da 7 a 3 componenti. Era appena cominciato il 2008: tutto funzionava a meraviglia, dai comunicati della società pubblica sembrava di assistere al ritratto di una azienda perfetta…

2008. L’ACA RINNOVA IL CDA
Passa meno di un anno ed una epidemia di amnesia contagia la sede dell’Aca di via maestri del lavoro. Nessuno pare ricordasse i pareri degli avvocati e l’annullamento delle assemblee di 10 mesi prima, figurarsi la legge regionale e così si è deciso che per il 20 ottobre 2008 potesse starci una bella assemblea dei soci.
Al terzo punto all’ordine del giorno c’era la nomina del consiglio di amministrazione.
Così nell’assemblea successiva, quella del 6 novembre 2008, il presidente Bruno Catena ha aperto la votazione per il rinnovo.
Gli organi sono stati riconfermati tutti, il partito dell’acqua è anche classe, Catena ancora al vertice, ed in tempo reale il commento fu «una farsa combinata».
Qualche mese dopo si dimise e fu nominato presidente Ezio Di Cristoforo.
La legge regionale che sanciva il divieto di rinnovo degli organi è del 2007, nel 2008 era pienamente vigente. L’articolo che comprende quella norma è stato abrogato poi nel 2011.
Adesso i tecnici dovranno dire se le norme ora sono cambiate ed è dunque possibile procedere alla elezione per il rinnovo dell'Aca.
Ma nessuno, davvero nessuno dei sindaci, ricordò allora l’esistenza di quella norma.

a.b.
ACA: PARERI CONTRARI AL RINNOVO DEL CDA