L'INCHIESTA DI PDN

Aca, un «carrozzone» da 25 mln all’anno. Ecco tutte le spese

Il call center è costato 105 mila euro in più rispetto al 2009

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Aca, un «carrozzone» da 25 mln all’anno. Ecco tutte le spese

PESCARA. I sindaci che parteciperanno all’assemblea Aca di fine mese, sia se voteranno o se si asterranno, verranno denunciati per abuso d’ufficio.

L’annuncio arriva dall’associazione Codici che spiega: «il nostro è un atto dovuto per il solo fatto che gli amministratori pubblici o i loro delegati prenderanno parte ad una assemblea illegittima».
Sulle illegittimità «reiterate» nel corso degli ultimi anni l’associazione dei consumatori si è ampiamente esposta e non ha alcuna intenzione di lasciar correre per quanto riguarda il futuro.
Ma nel corso dell’assemblea, convocata in prima seduta il 30 luglio e in seconda il 3 agosto, bisognerà votare il bilancio consuntivo del 2011 che si chiude con un attivo di 400 mila euro.
Solo nel 2011 l’Aca ha speso ‘per servizi’ 25,2 milioni di euro più altri 7,2 milioni per il personale di cui 5 dirigenti, 7 quadri, 61 impiegati e 102 operai per un totale di 175 unità.


L'ACA PAGA 1,5 MLN... PER LA BOLLETTA DELL'ACQUA
Ma cosa c’è, invece, nella lista dei 25 milioni? Prima di tutto l’acqua, perché anche l’Aca consuma e la super bolletta è di 1,4 milioni di euro. Ben più elevata, ovviamente, quella dell’energia elettrica: si sfiorano gli 8 milioni di euro (precisamente 7.906.500 euro). Per la gestione dei depuratori sono stati messi in conto 4,5 milioni e per i contratti "Sistema idrico integrato Ato" altri 4,2 mln. Per il servizio di bollettazione 1.5 milioni. Per la manutenzione delle reti fognarie, depuratori, adduttrici, impianti e macchinari, in 12 mesi si sono spesi 3.277.294 euro.
La bolletta del riscaldamento degli uffici è più contenuta: ‘appena’ 24.740 euro. Altri 177.229 euro se ne sono andati nell’acquisto di ipoclorito acido paracetico policloruro di alluminio per depuratori e potabilizzatori. Per le analisi e le prove di laboratorio, invece, sono stati spesi 246.979 euro.

AMMINISTRATORI E CONSULENTI
Ammontano a 385.800 euro i compensi degli amministratori e del collegio. Ci sono poi 215.535 euro per ‘prestazioni professionali’, 215.887 euro per ‘spese notarili’, 166.119 euro per ‘spese servizi bancari’, e 118 mila euro per ‘assicurazioni diverse’.
Per la ‘ricerca, addestramento e formazione’ sono serviti 8.681 euro e altri 24.961 euro sono stati investiti in indumenti di lavoro.
Per la ‘pulizia, disinfestazione e disinfettazione delle varie sedi’ si sono spesi 22.131 euro, per le spese postali e di affrancatura 12.109 euro, per la vigilanza esterna 3.088 euro, per pubblicità ed inserzioni sui giornali 5.418 euro.

IL CALL CENTER DA 500MILA EURO
Elevata, ad un primo sguardo, la cifra che corrisponde alla voce ‘call center, cellulari, telecontrollo’: ben 568.217 euro (cifra aumentata dal 2009 al 2011 di 105.217 euro). Si conferma dunque una cifra che supera il mezzo milione di euro per il numero verde dell’azienda acquedottistica spesso sotto accusa perché squilla a vuoto. Dopo le tante segnalazioni degli utenti, nelle scorse settimane anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha confermato che nei giorni dell’emergenza idrica ogni tentativo di mettersi in contatto con il centralino è stato vano. «Aveva il mio numero di telefono», gli ha risposto il presiedente Di Cristoforo, «poteva chiamare me».
La cifra, dunque, è ancor più elevata di quella di due anni fa di 463 mila euro che venne smentita proprio dal presidente Di Cristoforo che spiegò: «il costo del call center tecnico, attivo ventiquattro ore su ventiquattro, è di circa 6mila euro al mese, mentre si spendono circa 4mila euro al mese per il call center commerciale, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21. Il totale della spesa è di 120mila euro all’anno».
Anche quest’anno, dunque, consultando i documenti si può ribadire che se ha ragione Di Cristoforo qualcosa non torna nelle carte, altrimenti il presidente è poco informato. 


I DEBITI CON FORNITORI E BANCHE
Risulta inoltre a chiusura del bilancio un credito per fatture emesse e da emettere, cioè da recuperare, pari a 67 milioni di euro che l’Aca prevede di recuperare entro 12 mesi dall’approvazione del bilancio. Ma non mancherebbero dubbi su questo punto, aveva denunciato nei giorni scorsi l’associazione Codici, in quanto il tutto sarebbe stato quantificato «in maniera generica e non analitica» se si considera che nel corso del 2011 sono stati recuperati solo 4,7 milioni di euro.
Ma il dato dei 67 milioni appare ancora più allarmante se si considera che contemporaneamente l’Aca ha un debito verso i propri fornitori per 44,8 milioni di euro, superiore di oltre 12 milioni a quello dell’anno precedente (quando era di ‘soli’ 32,5 milioni di euro) e un debito con le banche di 19,9 mln di euro per debiti a lungo termine e 8,5 milioni per debiti a breve termine da onorare sicuramente.
In più l’Aca ha un debito con la Soget per il recupero crediti: 8,9 milioni di euro e altri 12,2 milioni da dover restituire quanto prima. Tra questi ultimi 63.387 euro sono per il personale.
Alcuni dubbi sul bilancio vengono espressi anche nella relazione del collegio dei sindaci secondo il quale il fondo svalutazione crediti di 1,5 milioni di euro è stato determinato applicando una percentuale calcolata «in maniera generica così da non riflettere l’effettivo rischio di non esigibilità dei crediti».
Altri dubbi sono stati avanzati sullo stanziamento del fondo rischi di 8,1 milioni di euro che sarebbe stato predisposto per coprire i contenzioni in corso «senza quantificare in maniera analitica i relativi rischi di quest’ultimi». 


Alessandra Lotti