L’Aquila, centrale a biomasse: la ditta:«I lavori continueranno»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Lo ribadisce a chiare lettere e senza mezzi termini: «la centrale a biomasse di Bazzano sarà realizzata».

Tira dritto la società Futuris Aquilana che realizzerà e gestirà il tanto discusso impianto da 5,5 MW dal costo di 30 milioni di euro alimentato esclusivamente a biomasse vergini, nel nucleo industriale di Bazzano Sud a L’Aquila. Un progetto autorizzato nel 2010 dalla Regione Abruzzo.

E torna a farsi sentire Lelio De Santis (Idv L’Aquila), sempre più contrariato al progetto. Aldilà delle ricadute in termini ambientali (inquinamento atmosferico, traffico per l’approvviggionamento delle biomasse necessarie all’alimentazione dell’impianto) e tecnici (la contrarietà dei consigli di Circoscrizione di Paganica, Monticchio, S.Elia, Bagno; del Consiglio comunale di L’Aquila, le proteste dei residenti e l’opposizione dell’associazione “Salviamo Paganica”), quello che più preoccupa è la vicinanza dello stabilimento ad un’area fortemente urbanizzata che ospita due grandi insediamenti del progetto Case, centri abitati, numerosi uffici pubblici (Provincia, Arta, Camera di Commercio, Corte d’Appello,Università). «Almeno», commenta De Santis, «si sposti da Bazzano ad una località più marginale». Tutto questo non sembra minimamente scalfire la “Futuris Aquilana” che, anzi, ridimensiona gli allarmismi e «le notizie destituite di ogni fondamento».

«L’impianto», dice, «rappresenta una reale opportunità di crescita e sviluppo del territorio aquilano e sarà uno stimolo allo sviluppo e alla ricostruzione dell’area. La tecnologia di produzione di elettricita' da biomasse (che verranno da boschi, colture energetiche dedicate di circa 700 ettari di terreni marginali o incolti e potature agricole) e' utilizzata da tempo e si conoscono perfettamente tutte le sue interazioni con l'ambiente».

Le emissioni, rassicura la società,  saranno molto al di sotto dei limiti di legge (dal 20% al 30%), non includono sostanze nocive, e sono presenti inoltre collaudati sistemi di filtraggio e abbattimento dei fumi.

«CIALENTE BATTA UN COLPO»

Non sembra affatto convinto De Santis e si appella al sindaco de L’Aquila Cialente, «perché intervenga ancora una volta sul problema». «Mi permetto, pertanto di suggerire», dice, «a tutti buon senso e rispetto del territorio aquilano ed al Sindaco, Cialente, di battere un colpo in modo fermo, prima che sia troppo tardi. Le legittime aspettative e gli interessi economici di un soggetto privato non possono mai prescindere dagli interessi collettivi e dal progetto complessivo di una città».
mb  11/11/2011 17.57