Casa di cura Santa Maria di Avezzano, confermate chirurgia e ginecologia

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Il sub commissario per la Sanità, Giovanna Baraldi, e la curatrice fallimentare, Giuseppina Ivone, si sono incontrate nella giornata di ieri ed hanno condiviso la programmazione che riguarda la Casa di cura Santa Maria di Avezzano, peraltro già validata dai Ministeri.

 

Il piano in questione prevede, nel dettaglio, la disattivazione del punto nascita ed il mantenimento della chirurgia generale e della ginecologia.

Le raccomandazioni ministeriali indicano, già da tempo, la messa in sicurezza dei punti nascita attraverso un volume di parti, attualmente non inferiore agli ottocento annui, e la presenza di discipline ed attrezzature che garantiscano la sicurezza della madre e del bambino. Il punto nascita, in sostanza, deve essere collocato in un ospedale pubblico dove sia presente, 24 ore su 24, la neonatologia, l'anestesia e la chirurgia generale. L'ufficio commissariale e la curatela fallimentare hanno già condiviso il tetto di spesa, calcolato come per le altre case di cura, che verrà stabilito a giorni per consentire l'immediata attivazione dell’attività.

«Si rassicurano gli operatori e le Istituzioni, - ha dichiarato il Commissario Chiodi - ed in particolare il sindaco di Avezzano, Antonio Floris, che tanto si sta adoperando per favorire adeguate soluzioni, che l'ufficio commissariale sta garantendo i posti di lavoro. Si ricorda, tuttavia, che i servizi sanitari - ha concluso il Commissario - devono essere funzionali ai fabbisogni ed alla sicurezza della popolazione in un quadro economicamente sostenibile e devono, quindi, essere posti a tutela della salute dei cittadini».

05/10/2010 14.22