Powercrop, nuova richiesta alla Regione: «sospendere l'iter»

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. E' stato ascoltato ieri in II commissione l'assessore competente all'energia Mauro Di Dalmazio, in merito alla costruzione dell'impianto a biomasse Powercrop ad Avezzano.

Il consigliere Giuseppe Di Pangrazio ha riferito all'assessore le motivazione che hanno indotto le istituzioni locali, rappresentanti dei sindacati di categoria e i comitati cittadini, ad avere una posizione contraria nei confronti dell'insediamento dell'impianto. 
Il vice presidente della II commissione Di Pangrazio ha illustrato la risoluzione urgente che verrà posta in votazione nel prossimo consiglio regionale dell'8 novembre, con la quale si chiede di sospendere l'iter di attuazione approvato dal comitato Via.

La sospensione sarà funzionale a un'ulteriore analisi della documentazione resa disponibile alla Regione da istituzioni pubbliche, e da portatori di interessi generali sulla base della quale hanno espresso un parere negativo.
«Auspico - ha commentato il consigliere Di Pangrazio -  che nella seduta dell'8 novembre il consiglio nella sua interezza approvi la risoluzione così come proposta».
La risoluzione prevede infatti: la sospensione del procedimento sulla base dell'autorizzazione concessa dal comitato Via, quale forma di autotutela e una nuova valutazione ambientale.

Il consigliere Maurizio Acerbo ha illustrato i motivi che giustificano un riesame da parte della commissione: «all’assessore», spiega Acerbo, «ho fornito elementi tecnici e non politici che dovrebbero motivare la richiesta di riesame da parte del Comitato Via. E’ un dato tecnico il mancato parere dei Parchi ricompresi nel bacino di approvvigionamento della Powercrop. Lo è ancor di più il poco plausibile studio per “valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell'aria nella zona interessata” basato sui dati delle qualità ambientale di Ovindoli comune posto all'interno del Parco Sirente-Velino a quota 1376 metri sul livello del mare. La centrale Powercrop deve essere realizzata a Borgo Incile di Avezzano a 660 metri di quota in una conca intermontana in un contesto orografico e ambientale totalmente diverso da quello a cui si riferiscono i dati della qualità dell'aria usati».

Anche il Comitato territoriale Provincia dei Marsi chiede di adottare «tutti i provvedimenti atti a bloccare l’iter realizzativo della Centrale a Biomasse al fine di tutelare la salute e gli interessi dei cittadini marsicani, nel rispetto della volontà degli stessi, espressa formalmente tramite i propri organi di rappresentanza istituzionale e da associazioni, enti ed organismi territoriali».

I Comuni di Avezzano e Luco dei Marsi hanno già inoltrato ricorsi al Tar dell'Aquila e un esposto alla Procura dell'Aquila.

 I 5 MOTIVI DEL NO DEL COMITATO

 1. L’analisi di impatto ambientale prodotta dalla società Powercrop S.p.A. e sottoposta alla valutazione del Via prende a riferimento i dati relativi all’inquinamento atmosferico relativi al Comune di Ovindoli “c/o Magnola Hotel” (comune posto all'interno del Parco Sirente-Velino a quota 1376 metri sul livello del mare), mentre la centrale dovrebbe sorgere ad Avezzano, a 660 metri di quota all’interno di una conca intermontana il cui contesto orografico determina processi di accumulo, concentrazione e persistenza degli agenti inquinanti atmosferici nell’area.

 2. La Conferenza dei Servizi non ha previsto la partecipazione del Comune di Avezzano, nel cui territorio ricade il sito individuato per la costruzione di tale impianto.

 3. La società Powercrop S.p.A. ha unilateralmente disatteso l’accordo quadro e l’intesa iniziale circa il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Celano, sottoscritto in sede di Conferenza dei Servizi (iera il settembre del 2007) da tutti i soggetti coinvolti (Regione Abruzzo, Provincia de L’Aquila, Comune di Celano, Organizzazioni Sindacali e Powercrop S.p.A.). La realizzazione di un impianto di trasformazione dei prodotti agricoli del Fucino, da ubicarsi nell’area dell’ex zuccherificio di Celano, ed in grado di trattare 20.000 tonnellate di patate e 10.000 di carote l’anno, con una superficie coltivata superiore ai 2000 ettari (che avrebbe garantito, con un minor costo di investimento, ricadute occupazionali largamente superiori a quelle previste dalla realizzazione della Centrale a Biomasse), non è stato di fatto mai neppure avviato, neanche a livello procedurale

 4. Il Comune di Avezzano, nel cui territorio è interamente ricompresa l’area interessata dalla realizzazione della Centrale a Biomasse, si è espresso in maniera avversa, con specifica delibera dell’intero Consiglio Comunale, circa tale progetto, così come parimenti fatto dal Comune contiguo di Luco dei Marsi.

 5. Il Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato ha espresso parere negativo circa la sostenibilità dei livelli di approvvigionamento necessari per mantenere attiva la Centrale a Biomasse con il “combustibile” dichiarato (biomasse lignocellulosiche) anche allargando a 270 Km il raggio nominale.

04/11/2011 9.01