Modifiche al nucleo industriale Sulmona. Del Corvo:«bisogna intervenire»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. «Occorrono delle precisazioni sulla modifica delle Norme Tecniche di Attuazione del Nucleo Industriale di Sulmona senza variazione dei confini, alla luce delle polemiche diffuse sui siti web e sui giornali in questi giorni».

Comincia così la lettera aperta del presidente della Provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo, all’indomani delle bailamme scatenatosi nei giorni scorsi sulla presunta illegittimità dell’atto. Erano stati i consiglieri provinciali Enio Mastrangioli del Pd, Rinaldo Mariani dell’Italia dei Valori e Amedeo Fusco dei Democratici  a  prendere le distanze dall’atto approvato in  Commissione, defininendo l’iniziativa «viziata da illegittimità per la presenza di soggetti che possiedono notevoli proprietà di famiglia nell’area industriale visto che nell’area in questione vi sono 40mila metri quadrati di proprietà della famiglia della vice presidente Antonella Di Nino».  Ma il presidente Del Corvo smorza i toni. Non entra nel merito della legittimità dell’atto ma evidenzia l’importanza dell’iniziativa per lo sviluppo della Valle Peligna. «Visto l’abbandono del nucleo industriale», dice Del Corvo, «e la competenza urbanistica della Provincia sui nuclei ho pensato di proporre al consiglio provinciale una variazione delle norme tecniche». Le modifiche, secondo il presidente, mirano a ridare slancio alla Valle Peligna riadattando le strutture presenti mantenendo, comunque, gli aspetti produttivi».

«La Valle Peligna», aggiunge, «è un’area di crisi industriale complessa come dichiarato da tutti, da ultimo con provvedimento di giunta regionale; è l’unica area della provincia che continua ad avere un andamento demografico decrescente, la città di Sulmona è scesa a 25.159 abitanti, trend negativo iniziato nel 1991. Tutte le altre aree della provincia negli ultimi dieci anni hanno ripreso a crescere riportando la provincia al numero di abitanti del 1961: circa 310.000. E’ chiaro che la classe politica e la classe dirigente in generale dovesse assumere delle iniziative».  E Del Corvo non risparmia critiche all’opposizione accusata «di andare contro gli interessi del territorio, ancor prima che la delibera approdasse in consiglio».

« Pd ed Idv,  hanno iniziato una campagna mediatica contro la proposta», dice, «nonostante la Commissione di Vigilanza del consiglio provinciale nella riunione del 4 ottobre 2011 avesse approvato la delibera di giunta che propone al consiglio provinciale le nuove norme».   Nel verbale del 4 ottobre, a firma Lucia Pandolfi (Idv), l’opposizione mostra infatti la sua contrarietà. «Il Commissario Mastrangioli (Pd)», si legge nel testo, «dà atto della conformità procedimentale della deliberazione, esprime, però, forti perplessità e palesa la volontà della minoranza di non partecipare alla discussione in quella sede allorquando si riproponesse la presentazione dell’atto.  «Proprio per questo», conclude  Del Corvo, «con lettera inviata al presidente del Consiglio Provinciale il 17 ottobre 2011, ho ritirato la delibera di giunta dai lavori del consiglio al fine di agevolare l’iter della proposta consiliare».

24/10/2011 12.16